Lavoro part-time, quali tutele e quando conviene

-
13/02/2020

Il lavoro part-time stabilisce che un lavoratore svolga le proprie ore lavorative in modalità ridotta rispetto al tempo pieno. Vediamo quali sono le tipologie e chi può richiedere questo tipo di contratto.

Lavoro part-time, quali tutele e quando conviene

Il contratto di lavoro part-time (o lavoro a tempo parziale) è un tipo di rapporto di lavoro subordinato nel quale il datore di lavoro e il lavoratore stabiliscono lo svolgersi dei un’attività lavorativa per un orario ridotto. Il part-time è regolato dal Decreto legislativo del 15/06/2015, n.81 e rappresenta, perciò, una modalità di lavoro particolare. Il compito di controllare, integrare, limitare e definite le modalità di tale contratto è affidato alla contrattazione collettiva sia nazionale che territoriale.

Lavoro part-time: tipologia e assunzione

È possibile individuare tre tipologie di part-time:

  1. Orizzontale: il lavoratore part-time lavora tutti i giorni, ma meno ore rispetto al lavoratore a tempo pieno. Per esempio: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.
  2. Verticale: l’attività lavorativa è svolta a tempo pieno, ma in determinati periodi nel corso della settimana, mese o anno. Per esempio: 8 ore giornaliere, ma solo per 3 giorni alla settimana oppure solo alcune settimane o mesi nell’anno.
  3. Mista: combinazione delle due precedenti tipologie. Per esempio: in alcuni periodi dell’anno lavora tutti i giorni, ma solo dalle 14 alle 18; mentre il resto dell’anno, 8 ore al giorno ma solo 2 volte alla settimana.

Un lavoratore può essere assunto direttamente con un contratto part-time oppure può decidere di trasformare il suo contratto da tempo pieno a parziale. Il contratto a tempo parziale è compatibile con l’assunzione di lavoratori:


Leggi anche: Bonus ristorazione (Mipaaf) Covid e fondo per la filiera: arriva la proroga al 15/12, ecco le istruzioni con i codici Ateco

  • a termine;
  • dirigenti;
  • soci di cooperativa;
  • apprendisti, ma in questo caso l’orario non deve ostacolare il raggiungimento delle finalità formative di competenze professionali;
  • disabili, nel rispetto della normativa sul collocamento obbligatorio;
  • a domicilio.

Per quanto riguarda le modalità di assunzione, si seguono le stesse procedure previste per i lavoratori a tempo pieno. Infatti, il contratto part-time è stipulato in forma scritta ai fini della prova. Nel caso in cui non esista una prova della stipulazione del contratto a tempo parziale, il lavoratore può chiedere il riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo pieno. Infatti, secondo la sentenza di Cassazione civile del 30 maggio 2019, n.14797, il giudice può decidere per la trasformazione del part-time in tempo pieno a decorrere dalla data del relativo accertamento giudiziale.

Contratto part-time

Nella redazione del contratto, oltre a tutti gli elementi previsti dal contratto a tempo pieno, deve essere indicata la durata della prestazione lavorativa e la collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. L’orario part-time concordato, non può essere modificato dal datore di lavoro, nemmeno per esigenze  organizzative, ma deve sempre richiedere il consenso del lavoratore. Nel caso in cui il lavoro si articoli in turni, nel contratto è possibile rinviare a turni programmati su fasce orarie prestabilite. La normativa, inoltre, precisa che l’indicazione nel contratto della durata della prestazione lavorativa e la collocazione temporale dell’orario, ha lo scopo di permettere al lavoratore la migliore organizzazione del proprio tempo. Infine, anche nel contratto di lavoro part-time è possibile prevedere un periodo di prova nei limiti e nelle modalità previste per i lavoratori a tempo pieno.


Potrebbe interessarti: Conto corrente, multe salate a Natale: quando scattano e come evitarle

Part-time e tutela dei lavoratori, lavoro supplementare e straordinario

Il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno di pari inquadramento. Infatti, egli ha gli stessi diritti di un lavoratore a tempo pieno, in particolare per quanto riguarda:

  1. la durata del periodo di prova; delle ferie annuali; dei congedi di maternità, paternità e parentali; conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, infortuni o malattie professionali;
  2. applicazione delle norme di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  3. accesso alla formazione organizzata dal datore di lavoro;
  4. diritti sindacali.

Il trattamento economico, invece, è proporzionale alle ore lavorative svolte.

I lavoratori a tempo parziale, possono svolgere attività lavorativa oltre l’orario concordato:

  • supplementare: attività svolta in relazione alle giornate, settimane o ai mesi entro i limiti dell’orario normale di lavoro (40 ore settimanali),
  • straordinario: attività  lavorativa svolta oltre il tempo pieno settimanale.

Dal tempo pieno al part-time, dal part-time al tempo pieno

Il datore di lavoro e il lavoratore possono stabilire di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, stipulando un atto scritto. In ogni caso, il rifiuto del lavoratore di trasformare il proprio contratto non può costituire giustificato motivo di licenziamento. Inoltre, nel caso in cui, il datore di lavoro decida di assumere lavoratori con contratto part-time, deve informare tempestivamente i propri dipendenti e prendere in considerazione le loro domande di trasformazione del contratto. Infatti, ha la priorità per la trasformazione del contratto da tempo pieno a parziale, il lavoratore:

– con coniuge, figli o genitori affetti da patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti;

– che assiste una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa, alla quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100% con necessità di assistenza continua perché incapace di compiere gli atti quotidiani della vita;

– i lavoratori affetti da patologie oncologiche o da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa

– con figlio convivente di età non superiore a 13 anni o con figlio convivente portatore di handicap;

– se esistono posti disponibili in organico, le lavoratrici dipendenti inserite in percorsi di protezione relativi alla violenza di genere.

Nello stesso modo, in caso di nuove assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle stesse mansioni, il lavoratore che ha trasformato il suo rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time, ha diritto di precedenza per trasformare nuovamente il suo contratto da part-time a tempo pieno. La trasformazione a tempo pieno deve essere comunicata dal datore di lavoro ai servizi competenti, utilizzando il modello Unificato Lav, entro 5 giorni.

Leggi anche: ISEE 2020 precompilato con DSU automatico, le ultime novità Inps