Lavoro: per chi non rispetta l’orario, sanzioni salate anche per il coobbligato: ecco tutte le novità

Le sanzioni in materia di orario di lavoro, riposo giornaliero e settimanale, stabilite dal Decreto Legislativo n. 66 del 2003, coinvolgono anche il coobbligato, cioè chi in base all’ex articolo 6, L. 689/1981 ha la responsabilità insieme al datore di lavoro di gestire il personale. L’art 6, L. 689/1981 precisamente cita  “Se la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente privo di personalità giuridica o, comunque, di un imprenditore, nell’esercizio delle proprie funzioni o incombenze, la persona giuridica o l’ente o l’imprenditore è obbligata in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta”. Questo, però, è solo possibile se il coobbligato non abbia presentato opposizione all’ordinanza di ingiunzione. Il coobbligato deve presentare opposizione prima che l’altro condebitore abbia ancora il giudizio pendente o la sentenza della Corte Costituzionale non fosse ancora passata in giudicata.

Tutto ciò è stato evidenziato dall’Ispettorato nazionale del lavoro con la Circolare n.11 del 26 luglio 2018. In questa circolare viene chiarito, in base alla sentenza della Corte costituzionale n. 153/2014 in materia di sanzione sull’orario di lavoro, ciò che riguarda l’obbligo di pagamento per gli obbligati solidali, di cui art. 6, L. n. 689/1981.

Violazione dell’orario di lavoro

Nell’ art. 18 bis, co. 3 e 4, del D. Lgs. n. 66/2003 vengono stabilite le sanzioni applicabili ai datori di lavoro che non rispettano la durata massima dell’orario di lavoro.

La durata massima settimanale, secondo l’art. 4 del D. Lgs n. 66/2003, è stabilita dai contratti collettivi di lavoro, ma in ogni caso non può superare le 48 ore, comprensive di straordinario, in un periodo di 7 giorni.

Se il datore di lavoro non rispettasse questi limiti le sanzione in cui andrebbe a incorrere sono le seguenti:

  • da 200 a 1.500 €, se la violazione ha riguardato fino a 5 lavoratori o si è verificata in meno di 3 periodi di riferimento;
  • da 800 a 3.000 €, se la violazione ha riguardato da 6 a 10 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di riferimento;
  • da 2.000 a 10.000 € e non è ammesso il pagamento in misura ridotta, se la violazione ha riguardato più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di riferimento.

Le ore di riposo che il datore di lavoro deve rispettare sono 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore; e 24 ore di riposo consecutive ogni 7 giorni.

Se il datore di lavoro non rispettasse le ore di riposo, le sanzioni amministrative sarebbero le seguenti:

  • da 100 a 300 €, se la violazione ha riguardato fino a 5 lavoratori o si è verificata in meno di 3 periodi di 24 ore;
  • da 600 a 2.000 €, se la violazione ha riguardato da 6 a 10 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di 24 ore;
  • da 1.800 a 3.000 € e non è ammesso il pagamento in misura ridotta, se la violazione ha riguardato più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di 24 ore.

violazione orario di lavoro

Incostituzionalità sanzioni orario di lavoro

La sentenza della Corte costituzionale n. 153/2014 ha dichiarato incostituzionale l’art. 18-bis, commi 3 e 4, del D.Lgs. n. 66/2003, al riguardo delle sanzioni previste in caso di violazione della durata massima dell’orario di lavoro, il riposo giornaliero, il riposo settimanale e le ferie annuali. Di seguito, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali in un documento di prassi ha rideterminato le sanzioni applicate nella sentenza della Corte Costituzionale. Questa riduzione si applica solo in caso il provvedimenti sanzionatorio non fosse passato in giudicato.

Adesso si è chiesto se questo ridimensionamento degli importi possa riguardare anche il coobbligato che non ha presentato opposizione alla ordinanza ingiunzione.

Al coobbligato viene applicato le sanzioni sull’orario di lavoro

L’Ispettorato nazionale del lavoro si rifà all’art. 1306, per rispondere al quesito. Tale articolo stabilisce che il condebitore rimasto estraneo al giudizio può avvalersi del giudicato favorevole ad altro condebitore. Inoltre, in caso di più condebitori in solido della stessa imposta, se uno solo impugna l’avviso di accertamento, gli altri debitori si possono avvalere della definitiva a loro vantaggio.

In conclusione, possiamo riassumere che la rideterminazione degli importi di sanzione per la violazione degli orari di lavoro può riguardare anche il coobbligato che non ha presentato opposizione alla ordinanza ingiunzione nel caso che il giudizio instaurato dall’altro condebitore fosse ancora pendente.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.