Le banche e la trasparenza: molti costi sono nascosti agli investitori. Ecco cosa è emerso dall’indagine

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31/07/2019

Il 75% delle banche italiane nascondo i costi di gestione degli investimenti, ciò è quello che è emerso dall’indagine condotta dalla MoneyFarm

Le banche e la trasparenza: molti costi sono nascosti agli investitori. Ecco cosa è emerso dall’indagine

Mifid2 ha previsto la rendicontazione dei costi ex post, ma non è ancora entrata in vigore. Mentre, l’informativa ex ante, che gli intermediari finanziari devono consegnare ai clienti al momento dell’investimento per informarli sui costi che andrà a sostenere, non è del tutta soddisfacente. Infatti, per più del 75% dei casi la documentazione che riguarda la consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafogli, non riporta tutte le informazioni che Mifid2 ha stabilito.

Indagine di MoneyFarm: ecco gli esiti

Tutto ciò è emerso da un’indagine condotta, tra il mese di febbraio e il mese luglio 2019, da MoneyFarm insieme alla School of Management del Politecnico di Milano con lo scopo di verificare la conformità alle norme della reportistica ex-ante. Sono stati scelti in campione tra i 20 intermediari finanziari più importanti attivi in Italia.

I servizi su cui si è indagato sono quelli di consulenza in materia di investimenti, offerto dai tutti gli intermediari presi a campione, e di gestione di portafogli, offerto invece da solo 16 intermediari su 20. La ricerca è stata realizzata utilizzando diversi canali: dal web al contatto diretto, ma senza menzionare la finalità dell’indagine, ma approcciando l’intermediario come un normale investitore, in modo da non influenzare l’esito.


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Trasparenza sui costi: le banche sono carenti

Si sono riscontrate molta mancanze. Il 60% delle richieste che riguardano la consulenza finanziaria, la documentazione è stata consegnata in forma verbale. Mentre il 31% non consegna la documentazione per la gestione di portafogli.

Giancarlo Giudici, referente scientifico della ricerca e professore associato della School of Management Politecnico di Milano ha spiegato: “L’informativa è spesso carente anche rispetto ai costi per operazioni, alle spese per i servizi accessori e le commissioni di performance. Le spese correnti e le spese una tantum sono più frequentemente dettagliate. Mentre i costi vengono esplicitati in valore assoluto solo nel 45% dei casi per la consulenza finanziaria e nel 19% per la gestione di portafogli. I risultati fanno quindi emergere un quadro migliorabile e ci si augura che questa analisi comparata serva proprio come stimolo per valorizzare le buone pratiche e rendere più efficiente la trasparenza delle informazioni”.

Consob: la sua richiesta di osservanza alla normativa

La Consob, il 28 febbraio scorso ha pubblicato una richiesta di attenzione sull’osservanza della normativa. Ha richiesto agli intermediari di chiarire i presidi adottati in tale direzione nella “Relazione sui servizi”, che dovevano essere trasmessi all’authority entro il 31 marzo scorso. Si è in attesa delle indagini condotte dalla Consob, per conoscere l’esito dell’analisi delle informazioni trasmesse dagli intermediari e per giungere alla definizione di comunicazioni più standardizzate.

Dalla ricerca condotta dal Politecnico di Milano emerge che l’informativa non viene fornita correttamente dal 70% degli intermediari. Soprattutto per quanto riguarda la consulenza finanziaria, in base al formato ufficiale. Ma il dato che è carente nella documentazione è innanzitutto quello dell’impatto cumulativo dei costi sulla redditiva dell’investimento. Che è addirittura nell’80% dei casi che non viene indicato.


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Paolo Galvani, co-fondatore di Moneyfarm, afferma: “La maggior parte degli investitori italiani ad oggi è ancora all’oscuro dei costi associati ai propri investimenti nonostante questi siano particolarmente ingenti in Italia rispetto al resto d’Europa. Questa prima parte della ricerca è stata focalizzata sull’analisi delle informative ex-ante. Ma avrà un seguito quando i rendiconti dei costi ex-post saranno inviati da tutti gli intermediari ai clienti”. Sicuramente non mancheranno altre sorprese.

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