Le banconote da 500 euro spariscono o possiamo ancora usarle per pagare?

Con una decisione che era stata annunciata già nel corso del 2017, la BCE ha cessato dall’altro ieri di stampare nuove banconote da 500 euro, il taglio più alto e pari a circa il 2% del totale dei biglietti in circolazione, ma che ammonta a oltre il 22% del loro valore totale. L’ambito pezzo di carta dal colore viola si è visto poco, a dire il vero, sin dal debutto della moneta unica nel 2002, tanto che molti, persino tra gli stessi banchieri, si erano chiesti dove fossero andati a finire, instillando il dubbio che si trovassero nelle mani sbagliate. A dire il vero, le banconote da 500 euro sono state utilizzate più dalle stesse banche come riserve o per operazioni finanziarie con le controparti che non dal resto del mercato.

Per quale motivo la BCE non le stamperà più? E che fine faranno quelle ancora in circolazione? Iniziamo con il dire che fino a tutto il 26 aprile di quest’anno, la Bundesbank e la Oesterreichische Nationalbank, le banche centrali di Germania e Austria, saranno autorizzate a stamparne di nuove, al fine di rendere meno traumatica possibile la svolta. La ragione principale per la quale il governatore Mario Draghi e i suoi funzionari si sono convinti ad assumere questa decisione, avversata apertamente dai tedeschi, consiste nella volontà di incentivare i pagamenti elettronici, ponendo fine al contante.

Le banconote da 500 euro, poi, sono state malviste dalla stessa BCE, in quanto sospettate di favorire attività illegali, come il contrabbando, il traffico di droga e il terrorismo. A dire il vero, una scusa banale per celare il vero intento dell’istituto, vale a dire la graduale soppressione del contante per spingere i consumatori dei 19 stati dell’euro a pagare solo con bancomat e carte di credito o altri strumenti tracciabili. Ciò renderebbe più efficace la stessa politica monetaria della BCE, rafforzandone il meccanismo di trasmissione per il tramite delle banche. Avete presente i tassi negativi sui depositi overnight? Non sono stati trasferiti sui clienti, i quali avrebbero la facoltà di ritirare il loro denaro dalla banca per investirli altrimenti o semplicemente per detenerli in forma di contante. Questo limite inferiore o “floor” dei tassi ha di fatto reso meno potente delle attese l’allentamento monetario di Francoforte, a conferma di come il contante resti ad oggi un’arma nelle mani dei cittadini contro i governi e le banche centrali.

Se abolissimo il contante o se ne riducessimo l’uso a livelli minimi, tali ostacoli alle misure dei policy makers sarebbero rimossi. In questo senso, non altrimenti, va intesa la fine della stampa delle banconote da 500 euro. Nessuno ci dice che in futuro non toccherà pure ai 200 euro e da lì in giù ai tagli da 100, etc. Con il solo trascorrere degli anni, aumentando il valore nominale del pil e restando inalterato quello delle banconote da 500 euro circolanti, il peso di queste ultime diminuirà sempre più, fino a diventare ininfluente per gli scambi. La BCE avrà così raggiunto il suo scopo, anche senza ufficialmente mettere tale taglio fuori corso legale.

Sì, le banconote da 500 euro sono e restano “illimitatamente” nel tempo utilizzabili per effettuare pagamenti tra privati o nei confronti della Pubblica Amministrazione. Dunque, nessun panico per quanti ne detenessero a casa alcuni pezzi o li ricevessero in pagamento. Semplicemente, la BCE smetterà di stamparne di nuove, ma quelle circolanti continueranno a restare valide a tutti gli effetti. E man mano che arriveranno in banca, non verranno più reimmesse sul mercato, ma saranno detenute come riserva o restituite a Francoforte. Insomma, se vi capitasse tra le mani un pezzo da 500 euro, dategli un’occhiata per qualche secondo. Potrebbe essere l’ultima volta che lo toccate.