Legge 104: permessi legge, in caso di abuso cosa accade?

Come sappiamo, chi fruisce dei permessi della cosiddetta “legge 104” ha diritto ai permessi retribuiti “orari” o “giornalieri”, permessi per i quali il datore di lavoro può richiedere una programmazione preventiva. Nel dettaglio, il lavoratore maggiorenne disabile, nell’ambito di ciascun mese, può usufruire alternativamente di permessi retribuiti:
– orari (2 ore al giorno);
– giornalieri (3 giorni nel mese, in maniera continuativa o frazionata).
Il tipo di permesso richiesto (giornaliero o orario) può essere cambiato dal lavoratore da un mese all’altro previa modifica della domanda precedentemente presentata. Tale variazione può essere permessa, nel caso di esigenze improvvise. Esse devono, però essere documentate dal lavoratore.

Chi può beneficiare dei permessi Legge 104?Legge 104: permessi legge, in caso di abuso cosa accade?

1.genitori (naturali, adottivi ed affidatari) del disabile;
2. parenti ed affini entro il 2° grado del disabile.

Dall’altra parte, il datore di lavoro deve verificare l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione di tale agevolazioni.

Come si programmano i permessi Legge 104

Il datore di lavoro può richiedere al lavoratore una programmazione dei 3 giorni di permesso mensile, a condizione che :

1.il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
2.non venga compromesso il diritto del disabile ad avere una effettiva assistenza;
3.tale programmazione segua criteri condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze.
Il lavoratore ha tuttavia la possibilità di modificare la giornata in precedenza programmata spostandola ad altra data, basandosi sempre sul principio che le esigenze di assistenza e di tutela del disabile devono prevalere sempre sulle esigenze organizzative imprenditoriali.

La domanda

La domanda è rivolta all’INPS in modalità esclusivamente telematica allegando i documenti che provino la disabilità.
Il soggetto interessato deve comunicare entro il termine di 30 giorni, le eventuali variazioni delle notizie o delle situazioni inizialmente dichiarate.

Cosa può fare il datore di lavoroLegge 104: permessi legge, in caso di abuso cosa accade?

Chi è titolare dei benefici della legge 104 non può utilizzare i giorni di permesso dal lavoro per finalità personali, ma deve rimanere a disposizione del soggetto invalido. Qualora questo non avvenisse, egli può essere licenziato per giusta causa. Tale comportamento integra un illecito nei confronti dell’Inps per via dell’indebita percezione dell’indennità.
Il datore di lavoro può servirsi anche di un detective privato per controllare che questi rimanga davvero a servizio del portatore di handicap. Pedinamenti e fotografie non sono vietati né dalla legge sulla privacy, né dallo Statuto dei lavoratori, il quale vieta sì i controlli a distanza, ma solo all’interno del luogo di lavoro.
Se il report fotografico dell’ispettore non dovesse essere sufficiente, il datore di lavoro potrebbe aggirare l’ostacolo chiedendo la prova testimoniale dello stesso ispettore, il quale potrà riferire di aver visto il lavoratore in determinate circostanze e situazioni.

Cosa si può o meno fare

Chi è soggetto alla legge 104 non è autorizzato neanche a svolgere le normali attività di gestione domestica fuori dall’abitazione. Egli invece potrebbe compiere tutte quelle attività funzionali all’assistenza come l’accompagnare l’invalido in auto, ritirare in farmacia le medicine o eventuali prescrizioni di farmaci dal medico curante.Se il familiare portatore di handicap riposa o dorme, è non è consentito al lavoratore che sta usufruendo, in quella giornata, del permesso della legge 104 di uscire di casa per svolgere altre attività.
I 3 giorni di permesso mensile possono essere frazionati in permessi orari, senza però superare le 18 ore mensili, nel caso in cui l’orario di lavoro sia di 36 ore suddiviso in sei giorni lavorativi.Il dipendente che beneficia dei permessi mensili della legge 104 per assistere un disabile grave residente in un comune distante più di 150 Km rispetto alla propria residenza, deve attestare con idonea documentazione il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito.I benefici vanno comunque riconosciuti anche ai lavoratori che, pur risiedendo o lavorando in luoghi distanti da quello in cui risiede di fatto la persona disabile grave offrano alla stessa un’assistenza sistematica ed adeguata.

Sanzioni dell’INPS

– revoca dei permessi retribuiti dal momento in cui sia accertata la decadenza;
– recupero delle prestazioni erogate prima di tale accertamento, con contestuale comunicazione al datore di lavoro (nel caso in cui non si tratti di pagamento diretto), per evitare conguagli successivi al provvedimento di revoca.

Cumulo dei permessi

Il permesso della legge 104 può essere utilizzato per l’assistenza di una sola persona disabile, anche se si può assistere più persone disabili, e dunque di cumulare i relativi permessi, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il 1° grado.Il cumulo è consentito quando la presenza del lavoratore è necessaria per l’assistenza di ciascun disabile. Il richiedente deve presentare tante domande quanti sono i soggetti per i quali chiede i permessi, e anche la domanda di idonea della disabilità, accompagnata da dichiarazione di responsabilità circa la sussistenza delle circostanze che giustificano la necessità di assistenza disgiunta. Anche il lavoratore con disabilità grave, che già fruisce dei permessi orari o giornalieri per se stesso, può cumulare a questi il godimento dei 3 giorni di permesso mensile per assistere un proprio familiare disabile grave. È inoltre possibile la contemporanea fruizione dei 3 giorni di permesso da parte del lavoratore disabile grave e da parte del familiare lavoratore referente per la sua assistenza.
L’assistenza si considera “disgiunta” quando la prestazione nei confronti di due o più soggetti disabili può essere assicurata solo con modalità ed in tempi diversi, richiedendosi che l’assistenza sia contemporaneamente esclusiva e continua per ciascuno degli assistiti.

Legge 104: permessi legge, in caso di abuso cosa accade? ultima modifica: 2018-11-09T09:01:17+00:00 da Katia Russo

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.