Libretti postali pensione: sono pignorabili?

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14/11/2019

Pignoramento dei libretti postali pensione o di risparmio detenuti presso la banca o la posta è possibile? Ecco le procedure

Libretti postali pensione: sono pignorabili?

Il pignoramento è la parte finale della procedura per recuperare i crediti, cioè l’azione finale in cui si prelevano i beni del debitore inadempiente. Il creditore per poter procedere con il pignoramento deve prima procurarsi un titolo esecutivo, che gli attesti il suo diritto a ottenere il pagamento delle somme, come ad esempio: una sentenza di condanna del giudice; un decreto ingiuntivo; una cambiale o un assegno. Il creditore a questo punto può decidere quale beni del debitore vuole aggredire.

Pignoramento: i tipi

Il creditore può scegliere quale tipo di bene aggredire e in base a ciò si può procedere con:

  • Pignoramento mobiliare: si aggredisce i beni mobili che ha a casa (l’arredo, i quadri, i tappeti, i gioielli, l’automobile);
  • Pignoramento immobiliare: si aggredisce i beni immobili come case, terreni, ville, ecc;
  • Pignoramento presso terzi: si aggredisce i crediti che il debitore vanta nei confronti di altre persone.

Chiariamo, in questo articolo, cosa si può e cosa non si può pignorare quando si procede con il pignoramento presso terzi.

Pignoramento presso terzi: come si procede

Il creditore può decidere di proseguire, per recuperare i suoi crediti con il pignoramento presso terzi dei beni del debitore. Ma, il creditore può eseguire un pignoramento anche sui libretti postali della pensione o su quelli di risparmio detenuti presso la banca?


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Il pignoramento presso terzi è disciplinato dagli artt. 543-551 del Codice di procedura Civile, in cui si definiscono quali sono i poteri del creditore nell’ambito di una procedura esecutiva relativa ai crediti vantati nei confronti di terzi quali la banca, le poste o il datore di lavoro.

Soffermiamoci su quali sono i limiti del creditore che ha nel poter procedere con il pignoramento su libretti postali della pensione e libretti di risparmio.

Pignoramento pensione

La pensione può essere pignorata presso la banca, la posta e anche presso l’Inps. Ma la misura pignorabile non può essere superiore a un quinto dell’importo mensile, cioè del 20%, anche se il pensionato ha già in corso una cessione del quinto fatta di spontanea volontà.

Nel caso in cui il pignoramento viene notificato all’Inps, quest’ultimo eroga i ratei della pensione al netto della “trattenuta”. Il calcolo viene eseguito non sul totale dell’importo della pensione, ma al netto del “minimo vitale” che è pari a 1,5 volte l’assegno sociale. Nel 2019, l’assegno sociale ammonta a euro 457,99 mensili, quindi il minimo vitale impignorabile per la pensione 2019 è quindi pari a euro 686,98.

Da ciò si deduce che su una pensione mensile di 500 euro non è possibile alcun pignoramento. Mentre su una pensione di 1.000 euro mensili, il pignoramento è pari al 20% della differenza tra 1.000 e 686,98, cioè 313,02. Il creditore può vantare mensilmente dell’importo di 62,60 euro.

Quando il pignoramento viene notificato alla banca o alle Poste non viene considerato il minimo vitale. Mentre per le somme già esistenti sul conto, al momento della notifica dell’atto, sono pignorabili solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale ovvero 1.373,97 euro (457,99×3). Sulle mensilità di pensione accreditate dall’Inps, la banca o la posta trattiene un quinto per versarlo al creditore.


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Quindi, nel caso un pensionato vanta sul proprio conto corrente, un saldo di 1.000 euro non rischia alcun pignoramento dei risparmi, ma solo il quinto delle mensilità dei ratei della pensione. Se invece vanta di un saldo di 2.000 euro gli sarà pignorata la somma di 626,03, cioè la differenza tra 2.000 e 1.373,97. Come nel caso precedente, anche in questa circostanza subirà il pignoramento del 20% sulla mensilità di pensione che l’Inps gli accredita.

Pignoramento libretti di risparmio

L’atto dell’ufficiale giudiziario che viene notificato presso terzi in banca o alle poste, non indica quale rapporto debba essere aggredito, ma è rivolto a tutti i rapporti che il cliente ha con la stessa banca o ufficio postale. Alla luce di ciò, il libretto di risparmio può essere pignorato e bloccato già con la notifica dell’atto di pignoramento alla banca, senza bisogno che il creditore sia a conoscenza della sua esistenza e ne specifichi gli estremi.

Pignoramento libretto postale della pensione

Le stesse regole valide per il libretto di risparmio si applicano anche per i libretti postali su cui si accredita la pensione. Dunque, il creditore può pignorare il libretto postale della pensione con la semplice notifica dell’atto di pignoramento all’ufficio delle Poste ove il debitore detiene i risparmi. Rispettando sempre i limiti suddetti del pignoramento alla pensione. Pertanto, se nel libretto postale c’è un saldo pari o meno di 1,373,97 euro, non si subisce nessun pignoramento, invece se c’è un’eccedenza questa viene pignorata. Sulle mensilità che l’Inps erogherà sul libretto per disposizione del pensionato, queste potranno essere pignorate per un massimo di un quinto fino all’estinzione del debito.

Se a vantare il debito è l’Agenzia Entrate Riscossione, quest’ultima può pignorare solo:

  • Di un decimo della singola mensilità della pensione se quest’ultima non supera 2.500 euro mensili;
  • Un settimo della singola mensilità della pensione se quest’ultima supera 2.500 euro ma non va oltre 5.000 euro mensili;
  • Di un quinto della singola mensilità della pensione se quest’ultima supera 5.000 euro mensili.

 

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