Licenziamento bloccato per chi assiste un disabile: fino al 30 aprile stop alla giusta causa

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06/04/2020

Stop al licenziamento anche per giusta causa per il lavoratore si assenta per assistere il familiare, chiarimenti.

Licenziamento bloccato per chi assiste un disabile: fino al 30 aprile stop alla giusta causa

Stop alla giusta causa per licenziamento fino al 30 aprile. Un lavoratore non potrà essere licenziato se si assenta per assistere il familiare disabile. La normativa che blocca i licenziamenti per sopperire all’emergenza coronavirus che ha bloccato l’Italia, blocca la giusta causa.

Licenziamento bloccato anche se per giusta causa

Non potrà essere licenziato il genitore-lavoratore convivente di una persona con disabilità costretto ad assentarsi per assistere il familiare in seguito alla sospensione delle attività dei  centri socio-assistenziali. Bisogna sempre comunicare e motivare l’assenza al datore sull’impossibilità di accudire il convivente disabile.

È previsto nel decreto-legge “cura Italia”, che attualmente all’esame al Senato per la conversione in legge all’articolo 47 del Dl 18/2020

Nello specifico il nuovo decreto “cura Italia” prevede la sospensione del periodo di licenziamento. A fronte dell’ampliamento della fruizione degli ammortizzatori sociali, il legislatore ha imposto, per 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (17 marzo 2020), importanti limiti al potere di licenziamento del datore di lavoro.

La normativa Decreto-legge n. 18/2020 vieta il licenziamento individuale per giusto motivo oggettivo, indipendentemente dal numero di lavoratori in forza, per un periodo di sessanta giorni con decorrenza dal 17 marzo 2020, entrata in vigore del decreto.

In riferimento ai licenziamenti collettivi lo stop non è valido per le procedure avviate prima del decreto del 16 marzo.

Per le esclusioni consigliamo di leggere: Coronavirus: stop ai licenziamenti non per tutti, si può licenziare