Liquidazione TFR, calcolo e accantonamento, una mini guida completa

TFR, il trattamento di fine rapporto, rappresenta quella prestazione in denaro che spetta al lavoratore nel momento in cui sopraggiunge la fine del rapporto lavorativo. Il lavoratore ha diritto al TFR indipendentemente dal motivo che ha dato origine alla chiusura del rapporto di lavoro. Come può essere appunto: un licenziamento, per dimissioni, oppure per il sopraggiungere dell’età pensionabile. Una breve guida sul TFR dal calcolo alle rivalutazioni, una serie di notizie dirette ai lavoratori.

Cos’è il TFR?

Il TFR, in gergo comune prende il nome di: “liquidazione”. Si tratta del calcolo dell’accantonamento annuo di quella quota che spettano al dipendente come TFR trattenute mensilmente in busta paga. Sostanzialmente, pur essendo un’erogazione differita, il trattamento di fine rapporto matura in virtù della retribuzione percepita dal lavoratore e sulla base delle rivalutazioni annue.

Il trattamento di fine rapporto, spetta al dipendente con la chiusura del rapporto lavorativo che sia dovuto per licenziamento, dimissioni oppure per l’acquisizione dell’età pensionabile. Il datore di lavoro deve versare al lavoratore una somma corrispondente al TFR, nel momento in cui, il rapporto di lavoro si conclude. Il datore di lavoro è obbligato a versare la quota spettante al lavoratore in qualità di TFR ai sensi dell’articolo 2120 c.c. comma 1. Nell’eventualità, che il datore di lavoro ometta di procedere con l’accantonamento delle quote del TFR a favore del dipendente, è soggetto a sanzioni corpose in campo civile, penali e amministrative.

Resta ben chiaro, che il TFR spetta a tutti i lavoratori indipendentemente dal contratto stipulato, che sia contratto a tempo indeterminato, oppure a termine o a tempo parziale, apprendistato e intermittente. Nel caso in cui, il lavoratore svolga un lavoro in prova ha diritto alla quota di TFR maturata.

TFR: come si calcola la liquidazione?

Nel calcolo del trattamento di fine rapporto rientrano vari elementi che vanno a formare la base retributiva, quindi oggetto di calcolo per il TFR. Si tratta, di somme che il datore di lavoro ha corrisposto al lavoratore in virtù del rapporto di lavoro come: superminimo o ad personam, indennità di mensa, maggiorazioni contrattuali, compenso per lavoro straordinario, indennità sostitutiva del preavviso, importi per festività non godute ecc.

Tutto sommato il calcolo del TFR è abbastanza semplice, basta sommare per ogni anno di effettivo lavoro l’importo corrispondente alla retribuzione, suddividendola con il coefficiente 13,5. Ogni anno al 31 dicembre gli importi subiscono una rivalutazione al tasso fisso dell’1,5%, a questi importi va aggiunto il 75% relativo all’aumento dell’inflazione in contromisura delle variazioni dei prezzi al consumo relativi all’anno precedente.

Non spaventatevi può sembrare un calcolo più difficile a dire che a fare, il primo elemento base da conoscere è la retribuzione base. Ecco perché, vi mostriamo un esempio semplice, partendo da un datore di lavoro che procede con l’assunzione di un lavorare dal 1° gennaio conferendo uno stipendio annuo lordo pari a 25 mila euro.

Il lavoratore per sapere qual è la quota relativa all’accontamento del TFR, deve aspettare che la quota maturi in un anno. Con la chiusura dell’anno che cade il 31 dicembre, il lavoratore attraverso un semplice calcolo che porta a dividere l’importo della retribuzione annua per il 13,5 riesce a stabilire una quota approssimativa di TFR.

TFR e Fondo Garanzia

Perché si divide la retribuzione annua per 13,5%?

Si tratta, di un valore usato indipendentemente dalle mensilità percepite dal lavoratore che siano 13 o 14.

Nel dettaglio vi mostriamo questo esempio:

L’importo di 25mila euro relativo alla retribuzione lorda percepita dal lavoratore, va suddiviso per 13,5. Il totale di 1.851,85 euro corrispondente al TRF relativo al solo primo anno lavorativo del dipendente.

A questo totale va sottratto la ritenuta spettante all’Inps per accumulare somme nei fondi pari allo 0,5%. Una decurtazione necessaria, affinché, il lavoratore percepisca la liquidazione nell’ipotesi che la società dichiari fallimento.

L’importo di 25 mila euro va moltiplicato per lo 0,005 (ritenuta Inps). Totale 125 euro. Dalla somma di 1.851,85 va sottratto l’importo di 125 euro. Totale complessivo pari a 1.726,85 che corrisponde l’ammontare del TFR annuo al netto.

I calcoli in breve: 25.000 x 13,5= 1.851,85 / 25.000 x 0.005 = 125 / 1851,85 – 125= 1.726,85

Cosa sapere sul calcolo dell’accantonamento annuo TFR?

Il trattamento di fine rapporto, ogni anno è soggetto a una rivalutazione dei prezzi al consumo in base all’indice Istat, cioè aumenta in proporzione al costo della vita. Ecco perché al TFR vanno aggiunte altre aliquote, quali:

  • 1,5%, una percentuale in tasso fisso;
  • 75% corrispondente a quella parte di componente determinata in relazione a una quota variabile dell’indice Istat legata all’aumento dei prezzi al consumo relativi all’anno precedente.

 Nell’ipotesi che il rapporto di lavoro termini nel corso dell’anno il calcolo dell’accantonamento TFR viene seguito su basi diverse, quali:

  • 1,5% percentuale di tasso fisso va ricalcolato su nuovi parametri in virtù dei mesi effettivamente lavorati attraverso la base dell’0,125% per ogni mese.
  • la quota relativo all’aumento dell’indice Istat viene calcolato in base al mese corrispondente alla cessazione del rapporto di lavoro, sulla seguente base:
  1. se il rapporto di lavoro cessi prima del giorno 14, il coefficiente Istat da considerare corrisponde a quello del mese precedente;
  2. se invece, il rapporto di lavoro si concluda dopo il giorno 14, il coefficiente Istat è quello relativo al mese di cessazione.

Sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto cade l’imposta sostitutiva del 17%.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein