Liquidazione TFS per pensione anticipata: 12 o 24 mesi di attesa?

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07/04/2020

La liquidazione del TFS per chi è andato in pensione anticipata spetta dopo 12 o 24 mesi? Chiariamo i dubbi e vediamo le eccezioni.

Liquidazione TFS per pensione anticipata: 12 o 24 mesi di attesa?

La liquidazione del TFS per i dipendenti del pubblico impiego segue tempistiche più lunghe rispetto a quella attuata per i dipendenti del settore privato. Nel comparto pubblico, infatti, se la cessazione dal servizio avviene per accedere alla pensione di vecchiaia o per raggiunti limiti di età (collocamento a riposo d’ufficio) l’attesa è  di 12 mesi, se si presentano, invece, dimissioni volontarie, anche per accedere alla pensione anticipata, l’attesa è di 24 mesi. A tale attesa, poi, si dovranno aggiungere ulteriori 90 giorni necessari all’INPS per la liquidazione della pratica.

TFS per pensione anticipata

Un nostro lettore ci scrive:

 Spett.Le Studio di consulenze, nel seguire i vostri interventi su una materia così scottante, volevo segnalare che, in qualità di ex dipendente  statale ed in pensione anticipata dal 1° aprile 2018, con un’anzianità contributiva di ben 42 anni, 10 mesi e 15 giorni, incluso il servizio militare, a tutt’oggi non ho ancora riscosso il mio TFS. 

Su indicazione dell’INPS, ad aprile p.v., dopo 24 mesi mi dovrebbe essere accreditato il primo importo nei limiti dei 50.000 € lordi, ma nella vostra nota, così come avevo sempre sostenuto all’atto del mio pensionamento, avrei dovuto riscuotere la prima parte del TFS dopo 12 mesi, avendo raggiunto il massimo della contribuzione prevista, a prescindere dall’età anagrafica. 


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Ora con questo rinvio ulteriore di 12 mesi, potrò richiedere gli interessi e la rivalutazione monetaria per il danno che mi è stato arrecato?   Chiedo a Voi di poter conoscere le regole previste nel caso specifico, nonostante mi sia rivolto ad un Patronato sindacale che di fatto ha istruito la pratica sin dall’inizio.

Oltre a ciò, sto subendo un’altra ingiustizia, legata al mancato aggiornamento della mia pensione, a seguito del rinnovo contrattuale di categoria, applicato a marzo 2018 e riscontrabile sull’ultimo cedolino stipendiale (Marzo 2018), mentre l’istruttoria della pensione è avvenuta 3 mesi prima.  Ho già inoltrato un’istanza per l’aggiornamento economico dell’assegno pensionistico, con un relativo sollecito inviato a febbraio u.s. e mi è stato riferito dall’Organizzazione Sindacale che la Ragioneria dello Stato è ferma a luglio 2017 per il definitivo ricalcolo.

In Italia, insomma, si fa in tempo a morire, prima che vengano riconosciuti i propri diritti.
Se riuscite a fornirmi qualche risposta in merito, vi ringrazio anticipatamente.     

L’attesa di 12 mesi, come anticipato in apertura dell’articolo, riguarda soltanto le cessazioni dal servizio per accedere alla pensione di vecchiaia o per coloro che, avendo raggiunto l’età limite regolamentare di 65 anni e il diritto alla pensione anticipata vengono posti a  riposo d’ufficio.

Nel suo caso la liquidazione del TFS dopo 12 mesi sarebbe spettata nel caso che, insieme ai 42 anni e 10 mesi avesse anche compiuto i 65 anni di età. L’amministrazione, in quel caso, infatti, l’avrebbe posta a riposo  d’ufficio e non avrebbe, quindi, dovuto presentare dimissioni volontarie.


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Se, invece, ha presentato dimissioni volontarie, prima del compimento dei 65 anni l’attesa per l’erogazione del TFS è di 24 mesi. Ai 24 mesi, poi, deve aggiungere i 90 giorni necessari all’INps per la liquidazione della pratica.

Per quanto riguarda, invece, l’aggiornamento economico dell’assegno, questi sarà automatico anche se è stato già annunciato che i tempi per il ricalcolo possono essere anche abbastanza lunghi.