L’Italia ferma, è urgente una riduzione delle tasse, ma arriva una nuova stangata

L’Italia ha bisogno di una scossa a livello fiscale, l’Ocse dimostra che una riforma fiscale seria volta alla riduzione delle tasse sulle imprese e pure sulle famiglie, porterebbe grandi benefici.

L’Ocse presenta una riforma fiscale volta alla riduzione delle tasse sia alle imprese che alle famiglie. L’Italima ormai ha superato la media globale per quanto riguarda il cuneo fiscale ed è ferma e non più competitiva. 

Unimpresa ha pubblicato un comunicato dove l’Ocse dimostra una riforma fiscale volta alla riduzione delle tasse.

Fisco: Unimpresa, Ocse dimostra urgenza riduzione peso tasse su imprese

“L’Ocse dimostra che una riforma fiscale seria volta alla riduzione delle tasse sulle imprese e pure sulle famiglie. L’Italia è ampiamente sopra la media globale per quanto riguarda il cuneo fiscale e il gap è un fattore di competitività assai penalizzante per il nostro Paese. La crescita economia ha bisogno di un impulso fortissimo che potrebbe arrivare proprio dall’abbattimento del peso dei tributi sul costo del lavoro. Ci sarebbero benefici diretti sia sui costi aziendali, che calerebbero, sia sulle buste paga dei lavoratori, che aumenterebbero immediatamente. Tutto questo con effetti positivi sul prodotto interno lordo, grazie soprattutto alla potenziale crescita degli investimenti e all’incremento dei consumi delle famiglie”. Lo dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, commentando i dati dell’Ocse diffusi oggi secondo cui le tasse sul lavoro sono rimaste sostanzialmente ferme in Italia tra il 2016 e il 2017, dove il cuneo fiscale, pur scendendo al 47,7%, resta di quasi 12 punti sopra la globale del 35,9%.

Nuova stangata di tasse in arrivo

In arrivo una stangata di tasse che graverà sulle famiglie e imprese italiane, lo comunica Unimpresa. Nel comunciato si legge che:”Il nuovo governo deve disinnescare una mina fiscale da oltre 60 miliardi di euro. Nei prossimi tre anni sono in arrivo 30 miliardi in più di tasse che corrispondono all’aggravio Iva che farà salire il balzello sui consumi fino al 25% nel 2019-2020. E altri 30 miliardi saranno prelevati dalle tasche dei contribuenti grazie a una lunga lista di misure contenute nell’ultima legge di bilancio.

Si tratta di ben trappole fiscali che faranno lievitare il gettito dello Stato: nella manovra approvata a fine 2017 sono contenute ben 27 voci, in qualche modo nascoste o comunque poco note, che portano complessivamente a far lievitare le entrate nelle casse dello Stato per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. In totale, dunque, i contribuenti italiani, imprese e famiglie, dovranno pagare all’erario 60 miliardi in più”

L’analisi eleborata del Centro studi di Unimpresa, il primo scoglio per la nuova maggioranza e per il primo esecutivo. Il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, commenta: “Cittadini e imprese, spremuti all’inverosimile, si preparano ad aprire il portafogli per sostenere i conti pubblici”.

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Redazione NotizieOra

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