L’Italia un paese di pensionati nel 2050: ecco il rapporto Ocse

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31/08/2019

L’ultimo rapporto dell’Ocse sul rapporto tra pensionanti e forza lavoro è davvero poco incoraggiante e nel 2050 si potrebbero avere 58 pensionati ogni 100 persone.

L’Italia un paese di pensionati nel 2050: ecco il rapporto Ocse

Entro il 2050 l’Italia avrà più pensionato che lavoratori secondo l’ultimo studio dell’Ocse sul mercato del lavoro. Secondo il rapporto il numero di persone over 50 inattive o pensionate aumenterebbero di circa il 40% arrivando a 58 persone su 100 che dovranno, poi, essere sostenute dai lavoratori. Il rischio maggiore, secondo l’Ocse, lo corrono Grecia, Polonia e Italia, Paesi che entro il 2050 rischiano un rapporto 1 a 1 tra lavoratori e over 50 fuori del mondo del lavoro (o un rapporto anche più alto).

Italia un Paese di pensionati

L’Ocse, davanti al rapido invecchiamento della popolazione, invita i governi a promuovere delle opportunità di lavoro in età avanzata per sostenere le finanze pubbliche.

Per l’area Ocse, quindi, la soluzione è quella di ritardare l’età media in cui i lavoratori lasciano il mondo del lavoro riducendo il divario di genere. L’aumento medio potrebbe essere ridotto del 9%.

«Il fatto che le persone vivano più a lungo e in una salute migliore è un risultato da celebrare – ha affermato Stefano Scarpetta, direttore dell’Organizzazione per l’Occupazione, il lavoro e gli affari sociali, al lancio del rapporto a Tokyo – Ma un rapido invecchiamento della popolazione richiederà un’azione politica concertata per promuovere l’invecchiamento attivo in modo da compensare le sue conseguenze potenzialmente gravi per gli standard di vita e le finanze pubbliche».


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Nonostante i molti progressi compiuti per incoraggiare i lavoratori più anziani a lavorare minimo fino a 65 anni, i Paesi Ocse hanno un’età più bassa per l’uscita dal mondo del lavoro, ancora più bassa oggi rispetto a 30 anni fa nonostante l’aumento della speranza di vita e, quindi, degli anni di vita rimasti dopo l’accesso alla pensione.