Lockdown di Natale e capodanno 2020, Conte chiede unità: si prospetta una chiusura nazionale indipendentemente dalle Regioni

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15/12/2020

Lockdown di Natale e capodanno 2020, Conte chiede unità: si prospetta una chiusura nazionale indipendentemente dalle Regioni

Il tema del lockdown nazionale durante le feste di Natale e Capodanno 2020 torna al centro del dibattito pubblico, con importanti implicazioni sia dal punto di vista degli spostamenti dei cittadini, sia per quanto concerne l’economia. A preoccupare in particolar modo il governo sono stati numerosi episodi di assembramento che si sono verificati a partire dalla scorsa domenica, quando molte Regioni sono tornate gialle.

Al momento le ipotesi sul tavolo sono molteplici e i dubbi si moltiplicano anche all’interno dello stesso esecutivo. Resta però condivisa la necessità di un nuovo intervento per evitare un ulteriore peggioramento della situazione. Nel frattempo viene confermata anche una piccola apertura nei confronti di coloro che vivono nei Comuni più piccoli. L’obiettivo è di permettere ai parenti più stretti di ricongiungersi durante le giornate del 25 e 26 dicembre, così come il prossimo 1° gennaio.


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Le ipotesi sul nuovo lockdown a Natale e Capodanno: tutta Italia in zona arancione o rossa

Per cercare di contenere il rischio di un nuovo aggravamento dell’epidemia da coronavirus il governo sta valutando due principali ipotesi. La prima prevede una generalizzata zona arancione per tutto il territorio italiano. Questa eventualità significherebbe la chiusura di bar e ristoranti. Gli spostamenti sarebbero inoltre limitati, ma i negozi potrebbero restare aperti. Consentendo gli acquisti, si potrebbe quindi garantire anche il sostegno economico di tante attività commerciali già provate dai precedenti due lockdown, soprattutto nelle Regioni maggiormente colpite dalla crisi sanitaria ed economica.

Una seconda ipotesi appare invece più restrittiva e prevede di portare nelle giornate di festa tutto il Paese in zona rossa. In questo specifico caso, si concretizzerebbe un nuovo lockdown generalizzato. Oltre alla chiusura di tutte le attività commerciali non essenziali, risulterebbe indispensabile certificare le uscite di casa. Queste sarebbero consentite solo per urgenze, necessità primarie o motivi di salute. Si tratta di un’ipotesi che ricalcherebbe la strategia già decisa dalla Germania. Angela Merkel ha di fatto chiuso l’intera nazione davanti a una crescita esponenziale dei contagi.


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Ipotesi lockdown a Natale e Capodanno: le possibili date da prendere in considerazione

Stante la situazione appena evidenziata, le date da tenere in considerazione riguardano l’intero periodo delle festività. Nel caso in cui prendesse piede l’ipotesi più restrittiva, l’Italia entrarà in zona rossa o arancione dal 24 dicembre 2020 fino al 6 gennaio 2021. Diversamente, il governo potrebbe orientarsi verso una stretta meno dura, prevedendo le chiusure di Natale per i giorni 24, 25, 26 dicembre e di Capodanno tra l’ultimo giorno di dicembre e il 3 gennaio 2021.

Sula base dei precedenti DPCM, in caso di zona arancione il coprifuoco durante le festività scatterebbe alle ore 22h00 e non sarebbe in discussione un parametro maggiormente restrittivo. Il principale punto di riferimento da tenere in considerazione resta l’indice RT. Attualmente risulta stabilizzato a 0.8, mentre per allentare l’attenzione sarebbe necessario un parametro corrispondente a 0.5 in tutte le Regioni.

Il rischio di una terza ondata e la prospettiva di un lockdown durante le feste

A rimarcare sulla necessità di prestare massima attenzione durante le feste è anche il Cts. Il comitato chiede di potenziare i controlli riguardanti le norme già in vigore e avverte sulla necessità d’impedire una nuova impennata di contagi a Natale. La prospettiva di una terza ondata di coronavirus a gennaio e febbraio resta concreta. L’impatto sul sistema sanitario nazionale (oltre che sulla salute degli italiani) risulterebbe drammatico.

Dal punto di vista epidemiologico, i prossimi mesi continueranno a essere molto duri, anche perché rispetto all’uscita dal primo lockdown ci aspetta il periodo invernale. D’altra parte, la curva dei contagi scende più lentamente delle attese e lo stesso Conte mette in guardia contro i rischi di un via libera generalizzato. Per il Presidente del Consiglio, “c’è chi prenota casali per fare feste clandestine a Capodanno”.

“Chi partecipa a questi veglioni proibiti mette a rischio se stesso, i propri cari, i propri amici e tutte le persone a cui dice di volere bene. Per questo ripeto agli italiani: non lo fate, ve ne prego”. Insomma, vista la situazione una nuova stretta appare inevitabile. Quanto questa risulterà condizionante non è ancora dato saperlo, ma è chiaro che le festività dovranno avvenire in modo tale da non compromettere gli sforzi fatti finora.