Malattia come viene retribuita in busta paga? Chi la paga?

Anche se il lavoratore è in malattia ha diritto alla retribuzione, chiamata indennità di malattia. Questa indennità non è pari o uguale allo retribuzione giornaliera lavorativa, ma si tratta di un’indennità sostitutiva che per la maggior parte del periodo, viene corrisposta dall’INPS.

Ad anticipare l’indennità di malattia in busta paga è il datore di lavoro, che poi recupera la somma pagata nel versamento dell’F24 dei contributi da versare, effettua una compensazione tra il debito inps dovuto e il credito per l’indennità. Inoltre nel periodo di malattia il lavoratore non perde i contributi, ma gli sono riconosciuti dallo stesso ente sotto forma di contributi figurativi.

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Valore dell’indennità di malattia

L’indennità di malattia non corrisponde alla normale retribuzione viene ridotta nel seguente modo: per il periodo che va dal 4° al 20° giorno viene riconosciuto il 50% della retribuzione, mentre dal 21° al 180° giorno di assenza si sale al 66,66%. Successivamente al 180° giorno, invece, il dipendente non percepisce alcuna indennità dall’Inps.

Che importi riconosce l’ente?

L’Inps, si fa carico dell’indennità sostitutiva per il periodo che va dal  4° al 180° giorno. I primi tre giorni di assenza sono totalmente  a carico del datore di lavoro, la percentuale di retribuzione da corrispondere in quel periodo è stabilito dal CCNL di riferimento.

Decurtazione per assenza alla visita fiscale 

L’indennità di malattia può essere ridotta in caso di assenza alla visita fiscale. In questo caso il dipendente viene sanzionato con una decurtazione dell’indennità del 100% per i primi 10 giorni di malattia e del 50% per il periodo successivo.

Redazione NotizieOra

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