Malattia professionale: adempimenti e responsabilità

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25/12/2019

La malattia professionale è causata dal lavoro, si differenzia dall’infortunio, perché quest’ultima è provocata da un evento violento. Vediamo di cosa si tratta.

Malattia professionale: adempimenti e responsabilità

Ogni lavoro comporta un problema per la salute. Nel caso in cui una malattia sia causata dal lavoro, può essere riconosciuta come malattia professionale. Ecco di cosa si tratta.

Malattia professionale: che cosa è

Con il termine malattia professionale vengono indicate tutte quelle patologie causate del tutto o in parte dall’attività lavorativa. Non è immediatamente percepita, ma si manifesta nel corso del tempo con la comparsa di sintomi più o meno gravi. Questa caratteristica la differenzia dall’infortunio, che come vedremo, è causato da un evento violento.

Come conseguenza, la malattia professionale comporta un’incapacità al lavoro o la morte del lavoratore.

Malattia professionale e infortunio: differenze

Come abbiamo detto, la malattia professionale differisce dall’infortunio perché quest’ultimo è causato da un evento violento.

Quindi abbiamo malattia professionale quando:

  1. vi è una patologia causata direttamente o indirettamente dall’attività lavorativa, per esempio l’azione di agenti nocivi;
  2. la sua insorgenza non è immediata, ma si manifesta nel corso del tempo.

Riconoscimento Inail

L’Inail riconosce la malattia come professionale solo se:

  • è causa dall’esposizione al rischio delle lavorazioni;
  • il lavoratore deve essere assicurato contro gli infortuni e le malattie professionali;
  • vi è un nesso tra origine professionale e malattia;
  • deve essere graduale e progressiva.

Quindi, una caratteristica fondamentale è il rapporto causale diretto e continuo tra lavoro svolto e l’insorgenza della malattia. Per esempio, non sono considerate malattie professionali, le allergie causate dall’esposizione occasionale ad una sostanza. Mentre, se l’esposizione ad una sostanza è continua, l’allergia che può insorgere è considerata malattia professionale (Sentenza della Cassazione n. 339 del 19 marzo 1992).

Malattie tabellate e non tabellate

L’Inail distingue le malattie professionali  in:

  • tabellate: un “sistema a lista chiusa”, ossia una classificazione che elenca tassativamente le varie patologie riconoscibili come professionali e le attività lavorative che causano la malattia;
  • non tabellate: non espressamente elencate, ma di precisa origine professionale. In questo caso il lavoratore deve dimostrare: l’esistenza della malattia, che è stata causata dal lavoro e, infine, il rapporto reale tra malattia e lavoro svolto.

Adempimenti e responsabilità

Il lavoratore affinché possa percepire l’indennità di malattia deve:

  • denunciare la malattia al datore di lavoro entro 15 giorni;
  • il medico certificatore deve compilare il certificato di malattia professionale ed inviarlo per via telematica all’Inail;
  • il datore di lavoro, invece, quando riceve la comunicazione della malattia deve, entro 5 giorni, inviare la denuncia di malattia all’Inail, allegando il certificato medico.

In seguito, l’Inail deve certificare se vi è la presenza della malattia professione. Il lavoratore viene convocato nella sede Inail di competenza e sottoposto a visita medica. A questo punto inizia l’iter per il riconoscimento della malattia.

Infine, se l’Inail riconosce la malattia, il lavoratore potrà percepire l’indennità economica. Viceversa, il lavoratore ha diritto a fare ricorso entro 3 anni. Il ricorso, però, sarà a spese del lavoratore.


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In generale, per la legge il datore di lavoro non è responsabile della malattia del lavoratore, a meno che:

  • non abbia subito una condanna penale d’ufficio;
  • sia stato commesso un illecito dagli incaricati dal datore per la sorveglianza;
  • abbia creato le condizioni affinché il lavoratore potesse contrarre la malattia.

Nell’ipotesi, invece, che la colpa della malattia venga attribuita ad una terza persona, lo stesso è tenuto a risarcire il danno.

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