Mantenimento al convivente: quali benefici se mi lascia?

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21/06/2020

Coppie conviventi in procinto di lasciarsi: spetta il mantenimento o la restituzione di quanto investito nel menage di coppia? Vediamo cosa prevede la legge.

Mantenimento al convivente: quali benefici se mi lascia?

Ormai il matrimonio sta cadendo in disuso e sempre più coppie scelgono la via della convivenza senza alcun contratto o vincolo. Anche se senza vincoli burocratici è più semplice lasciarsi, che diritti ha il convivente meno abbiente che viene lasciato? Scopriamo cosa dispone in tal senso la legge.

Spetta mantenimento al convivente?

Una nostra lettrice ci scrive:

Io e il mio compagno abbiamo deciso, 10 anni fa, di non sposarci e di vivere insieme senza ufficializzare la cosa. Per 10 anni io, che ho un lavoro abbastanza modesto, ho aiutato lui a mettere su la sua piccola azienda che ora va anche abbastanza bene. Ora le cose tra noi sono abbastanza incerte e mi chiedo se dovesse lasciarmi cosa farei? Io ho puntato tutto sul nostro rapporto, non abbiamo comprato una casa dove vivere e siamo in affitto fin dall’inizio, ma lui, 6 anni fa ha comprato un ufficio per la sede della sua società. Lo ha comprato con i suoi soldi, certo, ma io ho contribuito al mantenimento della casa, al pagamento dell’affitto e alle spese. Mi spetta qualcosa visto che lui guadagna più di me?

Proprio perchè avete deciso di convivere senza vincoli e senza stipulare un contratto di convivenza, la vostra coppia non è regolata dal diritto. Non avete vincoli giuridici uno nei confronti dell’altro e alla cessazione del vostro rapporto nessuno dei due potrà avanzare pretese sull’altro.

Per i conviventi, infatti, non è previsto l’assegno di mantenimento, anche se lui guadagna molto meno e non riuscirebbe a mantenersi senza l’apporto del suo compagno.

Unica cosa su cui potrebbe avere diritto è un eventuale conto corrente (o libretto di risparmio) cointestato: nel caso, infatti, avete un conto corrente cointestato in caso di separazione avrebbe diritto alla metà di quanto in esso contenuto.

Se nel corso dei 10 anni lei si è accollata spese importanti (mobili, elettrodomestici, auto)  è bene sapere che ognuno dei due conviventi resta proprietario di quanto acquistato senza nulla dovere all’altro.


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Il fatto che lei, nei 10 anni di convivenza abbia contribuito nelle spese di casa e di affitto mentre lui avviava la sua impresa, tra l’altro è irrilevante poichè la legge lo considera un fatto del tutto normale il garantire alla coppia il vivere quotidiano.