Merce usata: quando posso venderla senza partita IVA?

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12/03/2020

Vestiti nuovi o indossati solo per giorno, scarpe, borse, un cumulo di oggetti usati da voler vendere senza inciampare nel fisco.

Merce usata: quando posso venderla senza partita IVA?

Merce usata fatta di oggetti vari come: camicie, vestiti, pantaloni, pentole, forni, piatti e così via, insomma tanta roba da vendere senza inciampare nel fisco. Un modo come un altro per svuotare un armadio, la soffitta o il garage rispettando diritti e oneri. Sicuramente portare tutto a un mercatino dell’usato può essere un vantaggio su molti punti di vista. Ma, nello stesso tempo è necessario stare attenti a non confinare con un’attività commerciale fatta di adempimenti e oneri.

Merce usata: per vendere è necessario la Partita Iva?

È importante sapere che la Partita Iva è necessaria solo nel caso in cui si intende intraprendere un’attività commerciale che sia in regime continuativa e abituale.

Il mercatino dell’usato, nella fase di acquisto delle merci da altri soggetti (privati) per poi rivenderla al fine di beneficiare di un utile deve comunicare il ricavo all’Agenzia delle Entrate.  Va richiesta una partita IVA, un codice attività ed è prevista l’iscrizione presso alla Camera di Commercio. Infine, bisogna esibire la Scia al Comune di residenza. In sostanza, seguire tutto l’iter burocratico che porta ad aprire un mercatino dell’usato, come:

  • richiedere l’apertura della Partita Iva;
  • presentare l’iscrizione al Registro delle Imprese;
  • regolarizzare la posizione contributiva e assicurativa (INPS e INAIL);
  • presentare un’istanza d’inizio attività al Comune.


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Tuttavia, nel caso in cui invece si tratti di vendere la merce presente in una cantina al fine di svuotarla, quindi, una vendita del tutto occasionale e saltuaria non si ha alcun onere. Si può vendere la merce tranquillamente senza la necessità di emettere lo scontrino o la fattura.

I guadagni vanno dichiarati al Fisco?

In linea generale, chi procede alla vendita di un oggetto, come ad esempio un cappotto non esegue un movimento al fine di ricavare un utile vero e proprio. Si tratta, di una vendita a un prezzo inferiore rispetto alla prezzo di acquisto originario. La vendita di oggetti usati rappresenta una occasione per chi acquista un bene a prezzo ridotto, perché l’oggetto viene svalutato dall’uso. In sostanza, manca lo scopo di lucro del venditore, né deriva che la vendita non è soggetta alla dichiarazione all’Agenzia delle Entrate. La vendita di oggetti usati non è soggetta a tassazione, né tantomeno va indicata come fonte di ulteriori introiti nella dichiarazione dei redditi.

Tuttavia se il venditore grazie alle proprie abilità riesce a ricavare un utile considerevole che supera il valore di acquisto del bene stesso, deve dichiara la differenza del ricavo nella dichiarazione dei redditi.

 

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