Messaggi WhatsApp: che valore hanno in tribunale?

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14/08/2018

E’ possibile denunciare per minacce e offese ricevute tramite Whatsapp o altri tipi di chat? Ecco come fare.

Messaggi WhatsApp: che valore hanno in tribunale?

È possibile usare le conversazioni WhatsApp o di un’altra chat di messagistica come testimonianza in Tribunale? Una domanda che tanti si pongono: vediamo cosa dice la legge.

Supponiamo che parlando con una persona via WhatsApp o qualche altra chat di messaggistica si ricevano una serie di minacce oppure che l’altra persona abbia usato parole offensive contro di noi. La domanda sorge spontanea: è possibile denunciare l’accaduto ed eventualmente avere diritto a qualche risarcimento?

Ecco come fare per usare la chat come testimonianza a tuo favore

Il primo passo da fare è quello di salvare le conversazioni in un file e poi stamparlo, oppure si può scegliere di consegnare direttamente il proprio smartphone al magistrato. Ciò è necessario affinché sia possibile leggere tutta la conversazione con le eventuali minacce o parole offensive.

Si tratta, quindi, di portare in un processo civile o penale la testimonianza delle minacce ricevute tramite WhatsApp o altre chat di messagistica; la giurisprudenza sta lavorando proprio per far luce su questo delicatissimo tema.

Affiché i messaggi possano essere considerati una prova valida davanti al giudice, deve essere dimostrato che essi siano stati realmente ricevuti e che, quindi, non si tratti di falsi.

Ecco come funziona la testimonianza dei messaggi in un processo civile o penale

Una volta fatto lo screenshot dal proprio telefonino bisogna allegare la foto stampata sulla denuncia presentata. Attenzione! Questa variante, in assenza di contestazioni dalla controporte, può essere considerata una vera e propria prova. Se, infatti, non viene presentata alcunacontestazione, subito si considera la controparte colpevole.

Un altro possibile metodo di testimonianza riguardo dei messaggi ricevuti su WhatsApp è quello di far leggere ad una terza persona ciò che avete ricevuto. Tale persona dovrà essere disposta a testimoniare ciò che ha letto davanti al giudice. Il testimone diventa credibile agli occhi del giudice solo se può dimostrare che le informazioni non gli sono state riferite da nessuno e che ha letto personalmente la chat. Inoltre deve verificare che la chat sia vera nel momento in cui la legge: l’avvocato della controparte, infatti, può fare una serie di domande al testimone. Ad esempio:

messaggi whatsapp in tribunale, si può testimoniare, ecco come‘’Lei ha detto di aver letto, sull’intestazione della chat, il nome del mittente del messaggio. Ma è sicuro che a quel nome corrisponda davvero l’utenza telefonica del mio assistito? Lo ha controllato personalmente? Ha fatto una ricerca sulla rubrica del telefono per vedere se il nome non era stato creato ad arte?’’

‘’Lei ha detto che la chat riportava la data del 23 febbraio. Ma come può affermare con certezza questo dato? Cosa le fa pensare che il titolare dello smartphone non abbia cambiato la data sul proprio dispositivo, falsando così anche la chat?’’

‘’Lei ha detto di aver letto una chat di WhatsApp. Ma è sicuro che non si sia trattato magari di una immagine creata appositamente da un software e quindi di un fake? Quali elementi ha per poter dire il contrario?’’


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Insomma fate attenzione: tutto ciò che dichiarate deve essere veritiero e gli eventuali testimoni devono prima verificare che le chat siano reali.