Multa semaforo rosso, quando si può contestare

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04/01/2020

È possibile contestare un verbale preso con telecamera rosso non funzionante? Cosa prevede il Codice della Strada? Chi paga?

Multa semaforo rosso, quando si può contestare

Contestare una multa presa da: autovelox, telelaser, oppure, etilometro, guasti o mal funzionanti risulta un passaggio quasi facile, in quanto, esiste la revisione annuale delle apparecchiature elettroniche. In corso di giudizio viene evidenziato il meccanismo guasto, esibendo il verbale di omessa revisione del sistema. Il problema subentra nel caso in cui bisogna contestare una multa presa a un semaforo rosso, la cui telecamera risulti danneggiata.

Nel merito di questa specifica questione, la Corte Costituzione è intervenuta indicando che la revisione annuale non viene adottata per le telecamere collocate sui semafori. Di conseguenza, nel caso in cui un automobilista riceva una multa al passaggio col rosso, egli deve dimostrare che il sistema in quel preciso momento era guasto.

Quando la taratura della telecamera del semaforo è obbligatoria?

L’articolo 45 del Codice della Strada, indica: “uniformità della segnaletica, dei mezzi di regolazione e controllo e omologazioni”. In breve, precisa che la Pubblica amministrazione non svolge la funzione sulla taratura od omologazione della strumentazione relativa ai semafori. Ma, svolge azione di controllo sugli altri sistemi (autovelox fisso o mobile ecc.) che hanno il compito di segnalare le violazioni commesse dai conducenti dei veicoli che non rispettano i limiti di velocità. Nel caso di una multa a semaforo rosso, non si può contestare il verbale di revisione dello strumento, evidenziando l’incostituzionalità dell’art. 45. Spetta all’opponente, ossia, il conducente della vettura dimostrare con prove che il semaforo non era funzionante all’atto della multa.


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Per multa a semaforo rosso, senza omologazione che evidenza la violazione, chi paga?

La Cassazione attraverso il procedimento n. 31818/2019 ha disposto che in virtù dell’art. 146 del Codice della Strada, il Comune non era colpevole del mal funzionamento del sistema del semaforo. In questo caso, l’automobilista è stato condannato al pagamento della sanzione dell’importo pari a 167 euro, e la decurtazione di 6 punti dalla patente.

A capovolgere il sistema è stata la sentenza n. 113/2015 emessa dalla Corte costituzionale, per la quale l’autovelox fisso o mobile deve essere sottoposto a taratura ogni anno. In mancanza di taratura, potrebbe accadere che non scattino le multe, oppure, che le ricevano anche gli automobilisti  che non hanno infranto il codice della strada. La taratura non interessa il semaforo, in quanto, lo strumento non rileva violazioni ai limiti di velocità.