Multe stradali: con il nuovo codice conviene fare ricorso, le novità

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18/07/2019

Multe stradali: procedere con il ricorso è conveniente in base al nuovo codice della strada. Ecco le novità

Multe stradali: con il nuovo codice conviene fare ricorso, le novità

La riforma del codice della strada prevede ricorsi più convenienti, multe a strascico con le telecamere più difficili e abolizione dell’obbligo di esibire patente e libretto. Fino ad oggi il Codice della strada prevede che al momento in cui chi ha presentato ricorso al Prefetto per una multa e veda questa rigettata deve pagare la sanzione raddoppiata.

Infatti in base al comma 1 dell’art. 204, il prefetto, dopo aver esaminato tutta la documentazione inerente (verbale, ricorso e documenti allegati), e dopo aver sentito gli interessati che ne abbiano fatta richiesta, nel caso in cui ritiene fondato l’accertamento adotta, nei termini stabiliti al comma 2  dell’art. 203 di 120 giorni decorsi dalla data di ricezione degli atti da parte dell’ufficio accertatore, un’ordinanza motivata con la quale dispone il pagamento di una somma che non può essere inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione.

Multa: rigetto del ricorso con un aumento del 50%

Mentre la nuova riforma del codice stradale prevede un aumento del solo 50% nel caso di rigetto del ricorso. Si teme che questo tipo di agevolazione possa aumentare in modo esponenziale il numero di ricorsi, causando, quindi, un aumento di lavoro per le prefetture, soprattutto per quelli più grandi che rischiano di non rispettare i termini imposti dalla legge, rischiando in questo modo la cancellazione di molte sanzioni non perché inflitta ingiustamente, ma per un ritardo nella gestione dei ricorsi.

La procedura di ricorso, inoltre viene snellita, con la possibilità di inviarlo per via telematica, a mezzo posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

Multe a strascico: obbligo di comunicazione immediata


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La riforma del codice della strada complica l’emissione delle multe a strascico rendendo più complicata la vita degli agenti accertatori. Infatti gli agenti dovranno rilasciare, come di consueto, il preavviso di multa sul parabrezza dell’auto. Ciò, ha lo scopo di evitare le multe inflitte a seguito del rilievo della trasgressione per mezzo delle telecamere montate sul veicolo di servizio. La riforma del codice della strada in questo caso vuole porre rimedio ad un fenomeno che negli ultimi anni è sempre più ricorrente, la pratica delle “multe a strascico”. Che è la conseguenza dell’utilizzo sproporzionato dei dispositivi elettronici di rilevazione a distanza delle violazioni del Codice della Strada. Questo fenomeno ha fatto sì che la consuetudine di rilasciare comunicazioni immediate ai trasgressori non è più praticata. In questo modo non vi è più una comunicazione chiara e trasparente al trasgressore, che può nel frattempo ricommettere sempre la stessa violazione. Ma cosa ancora più importante è l’impossibilità di evitare la spesa di notifica.

Patente e libretto: non c’è obbligo di esibirli

La riforma del codice della strada prevede anche delle semplificazioni per alcune procedure. Ad esempio quella di non esibire al momento di un controllo libretto e patente, in quanto possono essere verificati dagli agenti consultando le banche dati telematicamente. Ma questa al momento è una pratica che non può essere messa in atto al 100% sul territorio nazionale. Poiché non sempre gli agenti hanno la possibilità effettiva di accedere telematicamente ai dati.

Si segnala che al testo di riforma all’art. 180 del Cds si vuole aggiungere un altro comma in cui si prevede che nel momento in cui in seguito alla verifica telematica dei documenti necessari alla circolazione con i veicoli a motore, che l’agente di polizia abbia accertato l’esistenza e la validità dei documenti che il conducente non ha esibito, non può precedere con alcuna sanzione. Il Ministro dell’Interno con accordi con il Ministro della Giustizia e quello delle Infrastrutture e Trasporti, dovrà emanare una regolamentazione entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, per disciplinare le procedure per la verifica telematica dei documenti obbligatori per la circolazione.


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