Mutuo a tasso variabile: cosa rischio con il Coronavirus, aumenta la rata?

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19/03/2020

Mutuo a tasso variabile, cosa rischio con il Coronavirus, la rata può diventare più alta? Analizziamo i possibili scenari.

Mutuo a tasso variabile: cosa rischio con il Coronavirus, aumenta la rata?

Mutuo e preoccupazioni per Coronavirus: un virus che ha messo l’Italia e molte nazioni in ginocchio facendo crollare i mercati e fatto innalzare lo spead. Ci si chiede quali ripercussioni avrà questa situazione sui mutui già in essere a tasso variabile. Vediamo i vari scenari che si potrebbero prospettare.

Mutuo a tasso variabile e Coronavirus

Chi ha già contratto un mutuo a tasso variabile e adesso è preoccupato che il Coronavirus possa portare l’innalzamento del mutuo, può stare tranquillo.  Piazza Affari in queste settimane è andata a picco perdendo in meno di un mese circa 200 miliardi, ed è giustificata la paura che investe i titolari dei mutui, in particolare coloro che stanno pagando interessi calcolati con il tasso variabile.

Nessuna preoccupazione in quanto i mutui a tasso variabile variano in base all’Euribor, che questa settimana anche con la discesa dei mercati finanziari, sono risaliti assestandosi venerdì scorso ad una percentuale dello 0,428. L’Euribor essendo un tasso interbancario applicato sui prestiti a breve termine, non subisce il netto calo dei mercati finanziari. Segue l’andamento dei Bund (titoli di stato della Germania).

In questo periodo i rendimenti tedeschi sono risaliti dal valore storico del 9 marzo dello -0,85%, stabilizzandosi a ieri allo -0,42%.

Questo  purtroppo, non significa che l’Euribor abbia una tendenza in salita. La cura dei tassi di interessi è ancora bassa e la situazione non fa prospettare nessun miglioramento.

La BCE ha varato misure di sostengo per garantire la liquidità dell’Eurozona, con queste misure di tutela per fronteggiare l’aggravarsi della situazione, possono portare a scendere anche il floor dell’Euribor, riducendo così i tassi di mercato a breve termine.


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I titolari di mutui a tasso variabile preoccupati per il Coronavirus, possono stare tranquilli in quanto non si delinea una situazione di rialzo dei tassi BCE.

Mutui ai minimi storici: il tasso fisso sempre più conveniente

L’emergenza coronavirus ha bloccato l’economia portando anche i mutui ai minimi storici. L’Italia ogni giorno vive apprensione per i nuovi casi di contagio e decessi. Due le situazioni diametralmente opposte, da un lato si discute sulla bassa mortalità del virus Codiv-19 e dall’altra intere città blindate, attivato lo smart working, bloccate tutte le manifestazioni di interesse pubblico, chiuse le scuole. Le conseguenze si avvertono anche nel mercato immobiliare.

Al momento l’unica nota positiva per chi si trova a contrarre un mutuo in questo periodo, conviene il  tasso fisso, in quanto risulta più conveniente del tasso variabile. Va ricordato che i tassi Eurirs sono legati da un’estrema volatilità e questo non garantisce che il tasso di un preventivo richiesto al momento della stipula del contratto di mutuo si ancora accettabile, si considera che in media per stipulare un mutuo sono richiesti 60-90 giorni.

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