Mutuo con tassi ribassati: conviene il fisso o il variabile in questo momento?

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28/03/2020

Il Coronavirus fa precipitare i tassi d’interesse sul mutuo e le richieste per il tasso fisso salgono al 92,5%. Ottimo momento anche per chiedere la surroga

Mutuo con tassi ribassati: conviene il fisso o il variabile in questo momento?

In un periodo in cui il Coronavirus sta costringendo molti di noi a rimanere nelle proprie case, bloccando molti settori dell’economia italiana, non è facile trovare dei lati positivi. Eppure per quanto riguarda i mutui e tutte quelle famiglie che vorrebbero acquistare un’immobile, questi giorni di emergenza rappresentano un’opportunità da non lasciarsi sfuggire, dato che i tassi d’interesse stanno subendo un forte ribasso a causa della paura di una recessione economica.

La Federal Reserve, ovvero la banca centrale americana, è stata costretta a tagliare i tassi d’interesse prima di uno 0,5% e poi di un altro 0,25%, ribassando fin quasi allo 0% gli indici IRS e EURIBOR che sono utilizzati come parametri di riferimento rispettivamente per i mutui a tasso fisso e a tasso variabile. 

La conseguenza di tutto ciò è che ora queste due tipologie di mutuo sono praticamente equiparabili e che molti italiani in quest’ultimo periodo si stanno orientando verso il mutuo a tasso fisso che si manterrà costante negli anni.

Quali sono le differenze tra il mutuo a tasso fisso e variabile?

La principale differenza tra queste due tipologie di mutuo sta nel tipo di tasso che vi viene applicato. Il tasso fisso viene calcolato in base al valore dell’Eurirs (Euro Interest Rate Swap), che sarebbe il tasso di interesse medio con cui le principali banche operanti in Europa stipulano dei contratti chiamati swap, in cui due controparti si scambiano somme di denaro. 


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L’Irs (Interest Rate Swap) è lo swap più comune, calcolato in base all’oscillazione delle borse e degli accordi tra banche e investitori o speculatori.

Per quanto riguarda invece i mutui a tasso variabile, si fa riferimento all’Euribor, che indica il tasso d’interesse medio  con cui le banche europee effettuano transazioni finanziarie tra di loro.

Sia l’Eurirs che l’Euribor vengono calcolati giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea. 

Sulla base di questi parametri verranno determinati il Tan, cioè gli interessi da pagare annualmente sul finanziamento, e il Taeg, cioè il costo effettivo del finanziamento, comprensivo di tutte le spese.

Normalmente, il mutuo a tasso fisso dovrebbe essere più costoso di quello variabile, poiché include un’assicurazione che copre da un possibile futuro rialzo dei tassi. In questi giorni invece, le due tipologie di mutuo sono pressoché equivalenti e ad un tasso quasi nullo.

È meglio scegliere il tasso fisso o variabile?

A causa del Coronavirus, gli indici Eurirs che regolano il valore del tasso fisso sono sprofondati rapidamente dall’inizio dell’anno fin sotto lo zero. Secondo i dati di “Il sole 24 ore” si è passati da un tasso a 10 anni che a gennaio raggiungeva lo 0,2%  al -0,13 odierno, raggiungendo – 0,31% il giorno 9 marzo. 

Il tasso a 20 anni è attualmente allo 0,50%, mentre il tasso a 30 anni è calato di circa 73 punti base, aggirandosi intorno allo 0,70 %. 

Facendo un esempio pratico sulle opportunità di risparmio, se aprissimo un mutuo a tasso fisso di 125.000 euro al 70% da restituire in 25 anni, ad oggi pagheremmo una rata mensile di 450 euro invece dei 485 euro di inizio anno. A gennaio dell’anno scorso avremmo addirittura pagato 529 euro, per cui questo è un ottimo momento anche per surrogare un mutuo già esistente. 


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Tuttavia, è sempre bene chiedere alla banca di fissare il tasso d’interesse nel momento in cui presentiamo la domanda e non più avanti durante la stipula, poiché l’indice Eurirs varia molto rapidamente