Mutuo: controlli fiscali sui finanziamenti

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02/05/2020

L’Agenzia delle Entrate controlla i finanziamenti per l’acquisto delle case e auto. Cosa fa scattare l’accertamento fiscale sul mutuo?

Mutuo: controlli fiscali sui finanziamenti

Mutuo e accertamento fiscale, non sembra ci possa essere una connessione, eppure, la Corte di Cassazione attraverso l’ordinanza n. 8289 del 29 aprile 2020, ha chiarito il modo in cui l’Amministrazione Finanziari può intervenire controllando l’importo delle rate oggetto del finanziamento. In sostanza, l’accertamento fiscale sul mutuo, dovrebbe scattare nel momento in cui il Fisco noti una sproporzione tra il reddito percepito dal contribuente (dichiarazione dei redditi) e l’ammontare della rata.

Redditometro, mutuo e accertamento fiscale

Il contribuente che spende più di quando guadagna, finisce nel mirino del Fisco. In sostanza, la discrepanza tra la capacità economica e, l’acquisto di appartamenti o auto che si discostino dalla dichiarazione dei redditi prodotta dal contribuente, può innescare l’accertamento fiscale. In pratica, l’Amministrazione Finanziaria si avvale di uno strumento elettronico dal nome redditometro, un semplice software per controllare i movimenti di denaro dei contribuenti.

L’Agenzia delle Entrate attraverso il redditometro controlla il reddito reale dei contribuenti. In linea generale, esegue una valutazione quantitativa tra i beni di proprietà rapportandole al denaro speso durante l’anno. Un controllo sulle spese di assicurazione, affitti, acquisti vari e così via. Del resto, un controllo semplice e veloce, dovuto anche alla tracciabilità di pagamento, ai registri pubblici, e non solo. Infatti, ad esempio l’acquisto di un’auto viene riportata nel registrato del PRA, stesso discorso per l’acquisto di una casa (conservatoria dei Registri Immobiliari), oppure, tutte le spese per le quali è necessario esibire il codice fiscale e così via.


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E così svanisce la pia illusione di pensare di nascondere al Fisco i movimenti di denaro.

L’Agenzia delle Entrate esegue un controllo dal volume del reddito alle spese sostenute

Il redditometro individua la sproporzione tra reddito prodotto dal contribuente e il denaro speso, tra cui anche l’acquisto di una casa con la contrazione di un mutuo. Nel caso in cui identifica un disavanzo che supera il reddito dichiarato di oltre il 20%, segnala la discrepanza. In questo caso, potrebbe scattare l’avviso di accertamento. Al contribuente spetta l’onere della prova, ossia dovrà giustificare con prove l’origine del denaro che gli ha permesso di vivere in modo più agiato.

Cosa succede se il contribuente non riesca a giustificare con prova il denaro contestato? L’Amministrazione Finanziaria eseguirà le operazioni che portano a tassare il reddito e ad applicare le sanzioni per evasione fiscale.

Legittimo l’accertamento fiscale sui finanziamenti

La Corte di Cassazione attraverso l’ordinanza n. 8289 del 29 aprile 2020 ha chiarito che  il denaro speso per le rate di un mutuo per l’acquisto di una casa, oppure, per la compera di un’auto non preclude il contribuente dal controllo del redditometro. Perché? L’ammontare della rata del finanziamento potrebbe non rapportarsi al reddito del contribuente. In sostanza, il Collegio ritiene fondato e legittimo l’accertamento fiscale eseguito dall’Agenzia delle Entrate quando la rata del finanziamento non rientra nella capacità contributiva.