Novità TFR o TFS statali, possibilità di anticipo fino a 45mila euro

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15/02/2019

La nuova proposta del Governo per innalzare la soglia dell’anticipo per i lavoratori statali a 45mila euro.

Novità TFR o TFS statali, possibilità di anticipo fino a 45mila euro

Il Governo è allo studio sull’anticipo del TFR o TFS per gli statali, abolizione della finestra di tre mesi per i lavoratori gravosi e agevolazioni per lavoratori esteri. 

Acconto TFR per i dipendenti statali

Innalzamento fino al 50%, a 45.000 euro, la soglia massima di anticipo della liquidazione per gli statali in pensionamento.

Il D.L. n. 4/2019 prevede che: Ferma restando la normativa vigente in materia di liquidazione dell’indennità di fine servizio […] cui è liquidata la “pensione quota 100”, conseguono il diritto alla decorrenza dell’’indennità di fine servizio, al momento in cui tale diritto sarebbe maturato a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico […]. Sulla base di apposite certificazioni rilasciate dall’INPS, i soggetti che accedono al trattamento di pensione secondo la normativa vigente, possono presentare richiesta di finanziamento di una somma pari all’importo, dell’indennità di fine servizio maturata, alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare, entro 60 giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro della Pubblica Amministrazione e l’Associazione Bancaria Italiana, sentito l’INPS. Ai fini del rimborso del finanziamento e dei relativi interessi, l’INPS trattiene il relativo importo dall’indennità di fine servizio comunque denominata, fino a concorrenza dello stesso. L’importo finanziabile è pari a 30.000 euro, passata poi a 45.000 euro.

Detassazione TFS

L’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche determinata ai sensi dell’articolo 19, comma 2-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sull’indennità di fine servizio comunque denominata è ridotta, per le cessazioni dal rapporto di lavoro successive al 31 dicembre 2018, in misura pari a:

a) 1,5 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi dodici mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro;

b) 3 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi ventiquattro mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro;

c) 4,5 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi trentasei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro;

d) 6 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi quarantotto mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro;


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e) 7,5 punti percentuali per le indennità corrisposte decorsi sessanta mesi o più dalla cessazione del rapporto di lavoro.
La disposizione di cui al presente articolo non si applica sull’imponibile dell’indennità di fine servizio di importo superiore a 50.000 euro.

TFR per i dipendenti statali senza anticipo

Ricordiamo che a partire dal 1° gennaio 2014, i dipendenti che hanno terminano il servizio e hanno maturato i requisiti pensionistici da tale data, il pagamento dell’indennità di buonuscita (TFS) è corrisposto come segue (articolo 1, comma 484, legge 27 dicembre 2013, n. 147):

  •  in unica soluzione, se l’ammontare complessivo lordo è pari o inferiore a 50.000 euro;
  •  in due rate annuali, se l’ammontare complessivo lordo è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro (la prima rata è pari a 50.000 euro e la seconda è pari all’importo residuo);
  •  in tre rate annuali, se l’ammontare complessivo lordo è superiore a 100.000 euro. In questo caso la prima e la seconda rata sono pari a 50.000 euro e la terza è pari all’importo residuo. La seconda e la terza somma saranno pagate rispettivamente dopo 12 e 24 mesi dalla decorrenza del diritto al pagamento della prima.

Il TFS o indennità di buonuscita è corrisposta d’ufficio, pertanto il lavoratore non deve fare alcuna domanda per ottenere la prestazione.

Termine di pagamento del TFR/TFS:

  • entro 105 giorni in caso di cessazione del rapporto di lavoro per inabilità o decesso;
  • non prima di un anno se la cessazione del rapporto di lavoro è per pensionamento con il raggiungimento dei requisiti per servizio o per età;
  • non prima di 24 mesi se la cessazione del rapporto di lavoro avviene per dimissioni volontarie (licenziamento, destituzione del servizio, con o senza diritto a pensione, ecc…).

Se la liquidazione non viene corrisposta entro i predetti termini, al dipendente sono riconosciuti gli intessi di ritardato pagamento, nel caso in cui il TFR viene pagato oltre i 105 giorni e dopo 3 mesi dai 12 e 24 mesi, nei vari casi sopra esaminati.


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