Nuovo termine di invio del modello 730: ecco le nuove date da rispettare

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10/12/2019

Cambiano le scadenze per l’invio del modello 730 nella legge di conversione del decreto fiscale numero 124/2019, le nuove date.

Nuovo termine di invio del modello 730: ecco le nuove date da rispettare

Cambiano le scadenze per l’invio del modello 730 previsto il riordino dei termini di presentazione nella legge di conversione del decreto fiscale numero 124/2019, prorogando la scadenza al 30 settembre. Tuttavia, non vi sarà un unico termine di invio dei dati all’Agenzia delle Entrate, ma la scadenza dipenderà dal giorno di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente.

Nuovi termini di presentare del modello 730

La scadenza dipenderà dal giorno di presentazione del modello 730 da parte del contribuente, nello specifico:

  • presentazione entro il 31 maggio, l’invio deve essere effettuato entro il 15 giugno;
  • presentazione tra il 1° giugno e il 20 giugno, invio entro il 29 giugno;
  • presentazione tra il 21 giugno e il 15 luglio, invio entro il 23 luglio;
  • presentazione tra il 16 giugno e il 31 agosto, invio entro il 15 settembre;
  • presentazione nel mese di settembre, invio entro il 30 settembre.

In questo modo, gli intermediari dovranno rispettare termini molto stretti  per la spedizione e i sostituti d’imposta dovranno effettuare i conguagli seguendo tale calendario “mobile” e non più con termini fissi.

Reati tributari: inasprimento delle pene in ambito dichiarativo

Il decreto-legge n. 124/2019, in attesa di conversione in legge, contiene un inasprimento delle pene per i reati tributari, che si applicherà a decorrere dalla presentazione della dichiarazione dei redditi 2019.

La normativa prevede che si potrà configurare l’anticipo dell’applicazione delle nuove sanzioni per i reati tributari nei seguenti casi:

  • dichiarazioni Iva fraudolente/infedeli che si presenteranno al 30 aprile 2020;
  • dichiarazioni infrannuali presentate successivamente all’entrata in vigore della legge, risultate fraudolente per effetto dell’utilizzo di false fatture o altri documenti equipollenti, in quanto la condotta illecita criminalizza qualunque dichiarazione e non soltanto quelle annuali.

In quest’ultimo caso, ad esempio, di dichiarazioni infrannuali per messa in liquidazione, trasformazione, fusione, scissione, dichiarazioni di operazioni intracomunitarie ecc.; o dichiarazioni presentate successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione da parte di coloro che hanno l’esercizio sociale.