Opzione donna 2019, la delusione dopo la pubblicazione del decreto in G.U.

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29/01/2019

Pensione Opzione donna dal 1° gennaio 2019, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la delusione delle nate nel 1961.

Opzione donna 2019, la delusione dopo la pubblicazione del decreto in G.U.

Nel decreto ufficiale pubblicato in Gazzetta Ufficiale si legge all’ Art. 16 – Opzione donna:

1. Il diritto al trattamento pensionistico anticipato è riconosciuto, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n.180, nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2018 hanno maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e un’età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici autonome. Il predetto requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

2. Al trattamento pensionistico di cui al comma 1 si applicano le disposizioni in materia di decorrenza di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

3. Per le finalità di cui al presente articolo, al personale del comparto scuola e AFAM si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato
può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico.

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Gruppo Opzione donna le escluse

Buongiorno, è giunto il momento di migliorare il decreto con un emendamento che sposti la data di maturazione dei requisiti al 31/12/2019. Le donne nate nel 1961 erano già presenti nel contratto di governo a firma Di Maio e Salvini, tutte noi abbiamo creduto nel Governo del cambiamento che abbiamo sostenuto anche in funzione delle promesse fatte, pertanto chiediamo di non essere escluse. Dalle tabelle tecniche allegate al decreto si evince chiaramente che non siamo un costo, anzi lo stato con noi avrà un guadagno.
Siamo sicure che il governo non ci deluderà e che darà l’opportunità anche noi del 1961 di poter pianificare il nostro futuro, come ha fatto con le nostre compagne nate nel 1960.


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Paola Viscovich
Amministratrice gruppo Opzione donna le escluse