Pace fiscale: dichiarazione integrativa speciale

Il decreto legge 119/2018 ha previsto anche la dichiarazione integrativa speciale, attraverso la quale i contribuenti, entro certi limiti, possono correggere e integrare le dichiarazioni già presentate relative al quadriennio 2013-2016, pagando un’imposta sostitutiva sul maggior imponibile.

Ambito oggettivo

Fino al 31 maggio 2019 è possibile correggere errori od omissioni e integrare le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi (e relative addizionali), delle imposte sostitutive, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell’Irap e dell’Iva.
L’integrazione è ammessa per uno o più periodi d’imposta per i quali, al 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del Dl 119/2018), non erano scaduti i termini per l’accertamento.

Ambito soggettivo

Alla dichiarazione integrativa fiscale, possono accedere solo i contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni fiscali relative al quadriennio 2013-2016 e che non sono stati sottoposti ad attività di controllo fiscale o a procedimenti penali per violazione di norme tributarie.

Limiti

L’integrazione degli imponibili è ammessa nel limite complessivo di 100mila euro all’anno e comunque di non oltre il 30% di quanto già dichiarato.In caso di base imponibile originaria minore di 100mila euro, e di dichiarazione senza debito di imposta per perdite, l’integrazione degli imponibili è ammessa sino a 30mila euro.

Imposta sostitutiva e aliquota media

Per ciascun anno d’imposta, è dovuta, senza sanzioni, interessi e altri oneri accessori:
un’imposta sostitutiva, determinata applicando sul maggior imponibile Irpef o Ires un’aliquota pari al 20% ai fini delle imposte sui redditi (e relative addizionali), delle imposte sostitutive, dei contributi previdenziali e dell’Irap
un’imposta sostitutiva, determinata applicando sulle maggiori ritenute un’aliquota pari al 20 per cento.

Per l’IVA, invece, all’imponibile integrato si applica l’aliquota media, ovvero, nei casi in cui non sia possibile determinarla, l’aliquota ordinaria, attualmente pari al 22% . Ricordiamo che l’aliquota media è determinata dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato, tenendo conto dell’esistenza di operazioni non soggette a imposta ovvero assoggettate a regimi speciali.

Altre informazioniPace fiscale: dichiarazione integrativa speciale

I contribuenti devono presentare la dichiarazione integrativa e versare le somme dovute.
La dichiarazione integrativa speciale deve essere trasmessa per via telematica all’Agenzia delle entrate, per uno o più periodi d’imposta per i quali, al 24 ottobre 2018, i termini per l’accertamento non erano ancora scaduti.Dopo la dichiarazione integrativa, i contribuenti devono versare l’importo dovuto; essi non possono avvalersi della compensazione.
Per quanto riguarda il pagamento esso può essere:

• effettuato in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2019
• ripartito in dieci rate semestrali di pari importo (in tal caso, la prima rata deve essere pagata entro il 30 settembre 2019).

Inoltre, il perfezionamento della procedura decorre dal momento del versamento di quanto dovuto in unica soluzione o della prima rata.Le somme non pagate sono iscritte a ruolo a titolo definitivo, e sono dovuti gli interessi legali e una sanzione pari al 30% degli importi non versati (la sanzione, però è ridotta alla metà se il versamento viene eseguito entro i trenta giorni successivi alla scadenza).
Inoltre, la dichiarazione non costituisce titolo:
per il rimborso di ritenute, acconti e crediti d’imposta in precedenza non dichiarati
per il riconoscimento di esenzioni o agevolazioni non richieste in precedenza
per il riconoscimento di detrazioni diverse da quelle originariamente dichiarate.
Se dalla dichiarazione integrativa dovesse emergere un minor credito rispetto a quello risultante dalla dichiarazione originaria, si dovrà versare la differenza. La dichiarazione integrativa speciale è irrevocabile

Elementi oggetto dell’integrazione

Con riferimento agli elementi oggetto dell’integrazione:
i termini per la notifica delle cartelle di pagamento, relative, rispettivamente, all’attività di liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni e di controllo formale delle dichiarazioni, decorrono dalla presentazione della dichiarazione integrativa
i termini per l’accertamento delle imposte sui redditi e per gli accertamenti relativi all’Iva decorrono dalla presentazione della dichiarazione integrativa.

Esclusioni

Non è possibile ricorrere alla dichiarazione integrativa speciale:
se il contribuente, pur avendo l’obbligo, non ha presentato le dichiarazioni fiscali anche solo per uno degli anni d’imposta dal 2013 al 2016
dopo essere venuti a conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche, inviti o questionari o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie
per far emergere attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero.
Inoltre, non è possibile integrare gli imponibili correlati ai maggiori redditi di partecipazione per i rilievi formulati a seguito di accessi, ispezioni, verifiche o di qualsiasi atto impositivo a carico delle società partecipate per i contribuenti che li hanno prodotti in forma associata o che hanno esercitato l’opzione per la trasparenza fiscale o per le società a ristretta base proprietaria.

Attenzione

Chiunque ricorre in uso fraudolento alla dichiarazione integrativa speciale per far emergere attività finanziarie e patrimoniali o denaro contante o valori al portatore provenienti da reati diversi dai delitti di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici,  è punito con la sanzione prevista per il reato di esibizione di atti falsi e comunicazione dati non rispondenti al vero (reclusione da un anno e sei mesi a sei anni).

Resta ferma l’applicabilità delle norme in materia di:
riciclaggio (reclusione da quattro a dodici anni e multa da 5mila a 25mila euro)
impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (reclusione da quattro a dodici anni e multa da 5mila a 25mila euro)
autoriciclaggio (reclusione da uno a quattro anni e multa da 2.500 a 12.500 euro)
trasferimento fraudolento di valori (reclusione da due a cinque anni e confisca di denaro, beni o altre utilità).

Conclusione

Le modalità di presentazione della dichiarazione integrativa speciale e di pagamento degli importi dovuti saranno stabiliti con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate.
Le somme versate a seguito della presentazione della dichiarazione integrativa speciale sono destinate al Fondo per la riduzione della pressione fiscale.

Pace fiscale: dichiarazione integrativa speciale ultima modifica: 2018-11-09T10:00:47+00:00 da Katia Russo

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.