Pace fiscale e legge “salva suicidi”, l’alternativa per uscire dalla crisi?

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22/07/2018

Legge 3/2012: La  crisi economica di questi anni ha messo in difficoltà tante famiglie, piccole imprese, professionisti e semplici cittadini. E’ possibile uscire dalla crisi?

Pace fiscale e legge “salva suicidi”, l’alternativa per uscire dalla crisi?

Pace fiscale e Legge 3/2012 – “salva suicidi”, vediamo di cosa si tratta e se sono realmente delle valide alternative per uscire dalla crisi.

Legge 3/2012: la  crisi economica di questi anni ha messo in difficoltà tante famiglie, piccole imprese, professionisti e semplici cittadini che, facendo affidamento su un reddito certo hanno comprato casa, auto o finanziato la propria attività chiedendo prestiti a banche o finanziarie ma  ora non riescono più a pagare i debiti contratti con i creditori.

sovraindebitamentoCosa fare?

Molti si sentono soli nonostante gli slogan e promesse da parte delle numerose organizzazioni che ormai pullulano nel nostro Paese. Ma nei fatti chi si prende cura e informa queste persone?

La perdita di un lavoro, la mancata capacità di acquisto, l’impossibilità di onorare i propri impegni con i propri dipendenti o fornitori accompagnata dai solleciti pressanti da parte dei creditori porta molti ad un bivio.

Quale strada percorrere?

Molti purtroppo, illusi o dimenticati hanno preso una strada sbagliata decidendo di gettare la spugna e farla finita. La vita è un dono e non si può buttarla via! Ma ci vuole coraggio per lasciare i propri cari che soffrono insieme. Ma non serve a nulla se non a farli soffrire ancora. I debiti non si estinguono con la morte.


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Una strada alternativa ci sarebbe, certo non è facile, non tutti però ne parlano e non tutti sottolineano le criticità.

C’è uno strumento che consentirebbe di liberarsi dai propri debiti attraverso le procedure indicate nella Legge 3/2012, la cosiddetta “salva suicidi”, grazie alla quale si potrebbe ottenere l’esdebitazione, ovvero la cancellazione, attraverso un provvedimento del Giudice, di tutti i debiti non pagati, a conclusione dell’iter procedurale della stessa.

Qualcosa si muove

In alcuni territori sono stati siglati dei protoccoli d’intesa  e sportelli di ascolto e supporto dove lo staff dovrebbe svolgere un’azione di informazione e di supporto nella compilazione della domanda di valutazione da presentare agli organismi di composizione delle crisi (OCC).

Cosa sono gli OCC?

L’Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.) è l’Organo nominato dal Tribunale per la gestione della situazione di sovra-indebitamento al fine di verificare l’intera procedura.

Cosa significa sovrainebitamento?

Si intende per sovra-indebitamento lo squilibrio tra le disponibilità liquide e le obbligazioni contratte da una persona fisica o soggetto giuridico.

Può essere composto da avvocati e commercialisti di un territorio e prevede il coinvolgimento e l’ascolto anche dei creditori del soggetto in crisi al fine di una positiva composizione  accedendo, quando  possibile, anche a quei fondi di garanzia e prevenzione previsti dalla legge per combattere il fenomeno dell’usura e dell’estorsione. L’obiettivo è di realizzare la cosiddetta par condicio creditorum ovvero tener conto della tutela di quei soggetti socialmente fragili per evitare e visto i casi di cronaca limitare i danni  causati dalla difficoltà economica . E’ importante che la società politica, civile ed economica  si occupi  di queste persone. Gli elenchi degli OCC sono pubblicati sul sito del ministero della Giustizia.


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Quali le possibilita?

La Legge 3/2012 interessa soggetti molto diversi tra loro per questo motivo esistono procedure molto differenti per consumatori e imprese, ovvero:

  • Piano del Consumatore: solo per il privato e non l’azienda. Il Tribunale verifica la solvibilità del debitore e definisce quanto può essere pagato, salvaguardando una somma sufficiente a garantire il sostentamento del nucleo famigliare del privato in stato di Sovraindebitamento.
  • Accordo con i creditori: riservato alle imprese. Semplificando, può essere definito un “piccolo concordato” in cui si propone ai creditori un piano sostenibile che diventerà effettivo se approvato da almeno il 60% dell’ammontare del debito.
  • Liquidazione dei Beni: nelle situazioni debitorie più difficili è possibile chiedere al Tribunale di pagare il debito con la Liquidazione del proprio patrimonio, ottenendo, se sussistono le condizioni, l’esdebitazione di quanto non pagato.

La situazione attuale e prospettive

Molte persone sono in difficoltà e  ancora tanti immobili con procedura esecutiva alle spalle.

In molti casi, forse nella maggioranza, si sceglie la terza opzione: la liquidazione. Pertanto non sempre è possibile salvare l’immobile.

Cosa fa quindi una famiglia con figli minori o con sopraggiunti problemi di salute? Si è certi di poter trovare in questo periodo di crisi un acquirente? Questi quesiti dovrebbero essere portati all’attenzione delle forze politiche dalle varie associazioni nei vari convegni o incontri e non limitarsi solo a convenevoli e sterili proclami senza risultato.

Le persone in difficoltà si sentono sole quando si accorgono che i grandi debitori che avrebbero contribuito al crac del sistema bancario non sarebbero toccati  mentre famiglie e piccoli imprenditori sono con l’acqua alla gola.

Con i tweet, proclami e slogan non cambiamo l’Italia e non si onorano i debiti. Insieme con i fatti e proposte legislative  potremmo farlo. Non arrendersi e ricordarsi che la vita nonostante le difficoltà vale di più!

La pace fiscale

La Pace fiscale entrerà in vigore da luglio, è quanto si apprende da Salvini e Di Maio. La Pace fiscale o nuova rottamazione, è stata inserita nel contratto di Governo. 

La misura, da come riporta il contratto di governo, può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà ed il primo passo verso una “riscossione amica” dei contribuenti”. 

La  “pace fiscale” o nuova rottamazione, prevede che il contribuente in debito con il Fisco, abbia la possibilita di saldare il suo debito  pagando una percentuale minima dell’importo della cartella Equitalia.

Per sanare le liti con il Fisco, il calcolo avverrà sulla base della specifica situazione economica del contribuente interessato dalla misura secondo tre scaglioni di aliquote: 6, 10 e 25%. Verrà considerata anche la situazione del contribuente sia reddituale che familiare: eventuali figli minori a carico, immobili di proprietà e, ovviamente, situazione lavorativa, ecc.

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