Pagamento busta paga tracciabile: come avviene la verifica ispettiva?

L’INL, in un documento di norma, spiega come avviene la verifica ispettiva sul pagamento della busta paga tracciabile, le ultime novità.

Busta paga: L’INL, Ispettorato nazionale del lavoro, in un documento di norma, ha chiarito la situazione sulla retribuzione tracciabile. Il documento si spiega come avviene la procedura di verifica ispettiva che garantisce la retribuzione in caso di pagamento tracciabile.

E’ vietatato pagare la busta paga in contanti?

Dal 1° luglio 2018 è scattato l’obbligo di pagamento delle retribuzioni esclusivamente attraverso forme di pagamento tracciabili. Le modalità sono 4:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato.

Tutto ciò serve a verificare la tracciabilità della retribuzione, al fine di garantire che questa non sia inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva. Quest’ultima è quel rapporto che si instaura tra sindacati e datori di lavoro e che determina le regole a cui si devono attenere i contratti di lavoro individuali.

L’INL ha chiarito, inoltre, che la retribuzione in contanti è ancora permessa, ma soltanto presso lo sportello bancario dove il datore di lavoro abbia aperto e risulti intestatario di un conto corrente o conto di pagamento ordinario.

Come avviene la verifica ispettiva sul pagamento busta paga?

Retribuzione tracciabile: come avviene la verifica ispettiva?

Qualora l’ispettore del lavoro non riscontri prove che certificano che la retribuzione sia stata pagata con un mezzo tracciato, può procedere a ulteriori controlli. Questi si differenziano in base alla modalità di pagamento scelta.

In caso di:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore, la verifica è indirizzata alla filiale dell’Istituto di credito a cui appartiene il conto corrente del datore;
  • strumenti di pagamento elettronici, valgono le stesse informazioni precedentemente elencate. Nel caso in cui venisse utilizzata una carta non prepagata, la transizione può essere dimostrata solamente dal datore di lavoro esibendo la ricevuta della ricarica;
  • pagamento in contanti attraverso conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento e attraverso conto corrente/conto di pagamento ordinario, la banca dovrà segnalare data e importo delle somme riscosse dal lavoratore;
  • assegni bancari, dietro esibizione del numero dell’assegno consegnato al lavoratore, la banca dovrà consegnare: importo, codice ABI e codice CAB della banca che ha negoziato l’assegno, data di pagamento ed eventuale esito dell’assegno;
  • assegno circolare, il datore di lavoro potrà fornire evidenza del beneficiario.

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.