Patronati, sindacati e CAF: cosa sono e a cosa servono, ecco le differenze

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01/04/2020

Patronato, sindacato o al  CAF non si occupano delle stesse attività. Ecco le differenze.

Patronati, sindacati e CAF: cosa sono e a cosa servono, ecco le differenze

Almeno una volta nella vita, che tu sia un lavoratore, un disoccupato o un pensionato, hai avuto la necessità rivolgerti a patronati, sindacati o ai  CAF per risolvere problemi con la burocrazia. Essendo enti diversi vediamo quali sono le differenze.

Patronati: definizione

La prima forma di patronato risale al 1917 come tutela ai lavoratori agricoli infortunati. Successivamente, nel 1923, la normativa fu estesa a tutte le altre prestazioni previdenziali. 

I patronati sono disciplinati dalla legge n. 152 del 30 marzo 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 27 aprile, ma entrata in vigore il 12 maggio dello stesso anno.

I patronati sono costituiti e gestiti dalle confederazioni o dalle associazioni nazionali dei lavoratori e svolgono attività per i lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati e cittadini in generale. 

Inoltre, ai sensi della L. 152/2001 hanno personalità giuridica e si occupano di servizi di pubblica utilità. Nell’art. 7 della citata legge, sono indicate i servizi e le attività che i patronati svolgono, ovvero di: informazione, assistenza, consulenza e tutela. 

Attività che svolgono e sedi attive

Di conseguenza, abbiamo servizi attinenti, per esempio, a: pensione, come l’indennità di accompagnamento o ricostituzione pensione per motivi reddituali; riconoscimento dell’assegno giornaliero; assegni familiari, sia per pensionati, che per dipendenti (solo aiuto nella procedura telematica INPS); indennità di disoccupazione per lavoratori agricoli e non; indennità di maternità; riconoscimento dello stato di handicap grave o di inidoneità al servizio; reddito di cittadinanza.

Il patronato svolge le attività gratuitamente, sono poche le pratiche a pagamento, ma con costi accessibili. I cittadini possono richiederne i servizi anche sporadicamente, poiché non è necessaria una iscrizione, così come avviene, come vedremo, per i sindacati.

Infine, in totale ci sono 22 patronati con sede in tutta Italia. I più conosciuti sono: ACLI, ENAS, ENCAL, INAC, INAPA, INCA, ITAL.

Sindacati: definizione

I sindacati, invece, sono vere e proprie associazioni riconosciute dall’art. 9 della Costituzione. L’intera organizzazione del sindacato di basa su accordi fra associati nell’ambito del rispetto dell’ordinamento giuridico generale. 

In Italia, i sindacati sono suddivisi per categoria merceologica o per settore produttivo dell’azienda, presso la quale i lavoratori sono impiegati (per esempio: metalmeccanici, commercio, ecc.). Un’altra suddivisione è per ramo di industria o settore, come siderurgia. 


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All’interno di ogni categoria, i sindacati si articolano in più livelli, a seconda degli statuti; per esempio: livello base, territoriale, nazionale. Per alcune categorie o qualifiche professionali, il sindacato è organizzato per mestiere.

Le confederazioni, invece, comprendono lavoratori e imprese presenti in un determinato territorio. Queste non sono altro che associazioni di secondo grado, ovvero associazioni in cui i membri sono altre associazioni. Il compito delle confederazioni è quello di svolgere un ruolo di coordinamento delle politiche sindacali e di relazioni con lo Stato. Inoltre, sono strutturati in: genere, nazionale, regionale, provinciale, di zona. Le più importanti sono: le Camere del lavoro per la CGIL, le Unioni sindacali territoriali per la CISL, le Camere sindacali per la UIL.

Ai sindacati possono aderire qualsiasi cittadino, ma appartenente a una categoria di riferimento. Come abbiamo detto precedentemente, al contrario dei patronati, l’adesione ai sindacati si formalizza con una iscrizione e il versamento della quota sindacale. Ovviamente, un socio è libero, in qualsiasi momento, di recedere dall’organizzazione, ma non può chiedere la restituzione delle quote sindacali versate. 

Attività che svolgono e sedi attive

In pratica, il sindacato rappresenta e tutela i diritti dei lavoratori. Le sue funzioni principali riguardano la stesura e il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e i servizi che offre ai suoi iscritti sono: assistenza e consulenza di tipo fiscale, previdenziale e amministrativa. 

Si occupa principalmente delle controversie con il datore di lavoro, del controllo e verifica dell’esattezza della busta paga, controllo dei documenti legati ai contratti di lavoro. 

I principali sindacati sono: CGIL, CISL e UIL.

CAF: definizione e le attività che svolgono

Infine, i CAF, Centri di assistenza fiscale, sono società ai quali datori di lavoro, lavoratori e cittadini in generale, si rivolgono per ottenere assistenza fiscale, di solito per la dichiarazione dei redditi.


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I CAF sono stati istituiti dalla legge n. 43 del 1991 e sono obbligati alla iscrizione nell’albo dei CAF tenuto dal Ministero delle finanze. 

I servizi svolti attualmente sono: dichiarazioni fiscali e tributarie; compilazione del modello 730, ISEE o ISEU; trasmissione telematica di modelli compilati o precompilati dai contribuenti. In questo ultimo caso, il CAF, tramite il suo responsabile, si sostituisce al contribuente nella responsabilità di compilazione e di trasmissione telematica della documentazione.

Come per i patronati, anche, i servizi, o almeno la maggior parte, offerti dei CAF sono gratuiti, poiché lo Stato riconosce un contributo per ogni modello raccolto.

Nel caso in cui un centro di assistenza fiscale facesse parte di un sindacato, è consigliabile iscriversi a quest’ultimo per risparmiare ulteriormente nella gestione delle pratiche.

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