Lavoro: pausa pranzo anche con buoni pasto va pagata come straordinario, la sentenza

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16/08/2019

La pausa pranzo se viene abolita dal datore di lavoro e viene sostituita con i buoni pasto, il tempo di pausa deve essere pagato come straordinario.

Lavoro: pausa pranzo anche con buoni pasto va pagata come straordinario, la sentenza

Una sentenza della Suprema Corte stabilisce che se la pausa pranzo è soppressa, anche se vengono riconosciuti i buoni pasto, questa deve considerarsi come straordinario. La Corte di Cassazione con l’ordinanza nel 21325/2019 respinge il ricorso dell’Asl e precisa che nel momento che il datore di lavoro sopprime la pausa pranzo anche rilasciando ai dipendenti dei buoni pasto da utilizzare fuori l’orario lavorativo e poi pretende di far recuperare ai lavoratori i 15 minuti destinati alla pausa, questa deve essere pagata come straordinario.

Pausa pranzo: il caso

La vicenda vede coinvolti due dipendenti contro l’Asl come datrice di lavoro. I dipendenti chiedevano il riconoscimento del diritto di vedersi retribuire la maggiorazione di lavoro straordinario dei 15 minuti della pausa pranzo abolita dall’ASL; la quale in sostituzione aveva attribuito i buoni pasto da spendere presso terzi convenzionati. Inoltre, l’Asl avrebbe preteso che il dipendente recuperasse i 15 minuti impiegati per la pausa senza retribuzione per ogni giorno di effettiva percezione del buono. 

L’ASL si oppone con un ricorso, per la Cassazione il ricorso è infondato in quanto anche sostituendo la pausa con i buoni pasto, i 15 minuti richiesti al dipendente come recupero devono essere pagati come straordinario e non possono essere recuperati senza essere pagati.  


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È possibile leggere qui: Pausa pranzo_ sentenza n. 21325_2019