Pensionamento con la rendita a 57 o 62 anni: esempi di calcolo per capire la convenienza

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16/04/2020

Pensionamento con la rendita integrativa una valida soluzione ma bisogna valutare la convenienza. Ecco alcuni esempi che fanno capire come funziona la rendita.

Pensionamento con la rendita a 57 o 62 anni: esempi di calcolo per capire la convenienza

Il pensionamento con la rendita integrativa anticipata temporanea è una valida alternativa per lasciare il lavoro 5 anni prima, a 62 anni, o nel caso di disoccupato di lunga durata è possibile anticipare di 10 anni dall’età prevista per la pensione di vecchiaia, quindi a 57 anni. Questa misura ha dei vantaggi anche a livello fiscale ma non è per tutti, bisogna aver maturato almeno 5 anni in un fondo pensione. Per valutare la convenienza abbiamo elaborato alcuni esempi. 

Pensionamento con la RITA

Un lettore ci chiede: Buongiorno ho 59 anni e 33 di contributi, ho aderito ad un fondo pensione a gennaio 2020 spostando anche tutto il TFR posso usufruire della pensione RITA     GRAZIE

La RITA conviene quando si è accumulato un montante contributivo considerevole nel fondo. La convenienza è soggettiva e dipende anche dalle situazioni lavorative. Prima di pensare a questa misura, oltre a verificare i requisiti, bisogna fare due calcoli. 

Requisiti

Anticipo massimo di 5 anni:

• Cessazione del rapporto di lavoro (autonomo o dipendente)
• Non più di 5 anni alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia (accessibile dal 2020 a 62 anni)
• Requisito contributivo minimo di 20 anni
• 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare.

Anticipo massimo di 10 anni:

• Inoccupazione superiore a 24 mesi (successiva alla cessazione del lavoro)
• Non più di 10 anni alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia (accessibile dal 2020 a 57 anni)
• Requisito contributivo minimo di 20 anni
• 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare.


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Aspetto fiscale

Sotto il profilo fiscale la R.I.T.A. gode di un regime agevolato. La RITA subirà una ritenuta a titolo d’imposta, senza ulteriore applicazione di addizionali regionali o comunali, con l’aliquota del 15% con una riduzione dello 0,30% per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione del 6%.

La RITA consente, a differenza delle altre forme di prestazione di previdenza complementare di applicare l’aliquota dal 9% al 15% al montante selezionato per la rendita.

Consigli di leggere la nostra guida: Pensionamento con la RITA: requisiti, aspetto fiscale e convenienza

Esempi di calcolo

Per verificare la convenienza ho elaborato due esempi con un montante accumulato di 32.000 euro e un anticipo di 5 e 10 anni.

Primo esempio

Facciamo l’ipotesi che lei si trovi a chiedere il pensionamento con la RITA a distanza di 10 anni dall’età richiesta per la pensione di vecchiaia (67 anni) e ha accumulato un capitale nel fondo di 32.000 euro e convertendo il 100% del montante nella RITA, risulta:

Importo annuale lordo RITA: euro 3.200
Rata trimestrale lorda RITA: euro 800
Come più spesso ho spiegato questa misura è conveniente quanto il montante accumulato è alto e comunque 10 anni in anticipo sono tanti, è più conveniente se gli anni distanti sono di meno.

Secondo esempio

Ad esempio, pensionamento con 5 anni di distanza dall’età pensionabile e sempre 32.000 di capitale maturato nel fondo di 32.000 euro e convertendo il 100% del montante nella RITA, risulta:

Importo annuale lordo RITA: euro 6.400
Rata trimestrale lorda RITA: euro 1.600


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Risposta. Lei può accedere a questa misura quadrò avrà maturato i cinque anni di contributi nel fondo, la domanda di pensionamento dovrà essere inoltrata direttamente al suo fondo pensione.