Pensionamento: con nuovi contributi l’assegno può essere ricalcolato

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13/01/2020

Pensionamento e contributi previdenziali pagati dopo l’assegno pensione, è possibile la ricostruzione per un valore più alto, ecco cosa fare.

Pensionamento: con nuovi contributi l’assegno può essere ricalcolato

Può succedere che si accede alla pensione ad alcuni contributi non sono stati inseriti nel calcolo dell’assegno perché pagati successivamente al pensionamento, tipo coloro che sono rientranti nella rottamazione cartelle e hanno pagato in contributi previdenziali in un momento successivo. Analizziamo il quesito di un nostro lettore cercando di capire cosa fare in questi casi.

Pensionamento e Rottamazione ter: possibile il ricalcolo dell’assegno?

Ho, aderito alla rottamazione  ter, Alcune, cartelle riguardano tassa salute INPS non pagate.

La mia domanda e questa:

Finito, il pagamento delle rate,

potrò avere una rivalutazione sulla mia pensione da parte INPS?

Ricostruzione dell’assegno pensionistico

La normativa permette di ricalcolare la pensione per il risanamento di contributi non considerati, tramite una formale richiesta da parte del richiedente.

Di solito, la ricostruzione avviene nei seguenti casi: contributivo; reddituale; sanitario.

Le modifiche operate sul piano contributivo, riguardano il ricalcolo dell’assegno pensionistico, in linea di massima per contributi non considerati nella fase di liquidazione della pensione.

La tassa sulla salute va a confluire nel riconoscimento dell’anzianità contributiva. Quindi, anche se pagata in un momento successivo, per effetto dell’adesione alla rottamazione ter, l’assegno pensionistico dovrà essere ricalcolato. Logicamente, dovranno essere saldate tutte le rate e l’Inps dovrà procedere all’accredito contributivo.

Dovrà presentare all’Inps una domanda di ricostruzione. Di solito la ricostruzione viene operata d’ufficio, ma visto la casistica e la mancata espressione dell’ente previdenziale tramite circolari o messaggi sui contributi inseriti nella rottamazione e saldo e stralcio; è il caso di presentare domanda.

Ricordiamo che la domanda di ricostruzione non è soggetta a prescrizione. Sono soggette a prescrizione le somme liquidate a titolo di arretrati nel termine di cinque anni (legge 6 luglio 2011).