Pensionamento d’ufficio: non sempre è vietato il trattenimento in servizio, vediamo l’eccezione

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13/11/2019

Non sempre il dipendente pubblico può essere collocato a riposo d’ufficio al compimento dei 67 anni. Vediamo l’eccezione.

Pensionamento d’ufficio: non sempre è vietato il trattenimento in servizio, vediamo l’eccezione

Per il personale della Pubblica amministrazione interviene in automatico il pensionamento al raggiungimento dei 67 anni. Il trattenimento in servizio è stato abolito, infatti, dalla riforma dell’amministrazione pubblica del 2014 ma permane in un unico caso, vediamo quale.

Pensionamento d’ufficio o no?

Una nostra lettrice ci scrive:

Buongiorno,
Vorrei segnalare il mio problema. Sono dipendente amministrativa dell’ospedale di Novara ed ho 65 anni e mezzo. A 67 anni hanno detto che saranno obbligati a lasciarmi a casa per l’ eta’.  Io non sono riuscita a fare 20 anni di servizio e quindi non mi daranno niente fino a 71 anni. Allora mi daranno una pensione in base agli anni lavorati. Il TFR mi sara’ dato dopo un anno perche’ mi lasciano a casa per l’Eta’, altrimenti erano due. Io mi domando : in 4 anni una persona vive di aria ? Vorrei sapere perche’ i dipendenti statali sono penalizzati in tutto : non hanno la quattordicesima, il rinnovo del contratto e’ fermo da 10 anni e tutto il resto. Ma cosa abbiamo fatto ? Abbiamo ammazzato qualcuno ? Se mi risponderete in privato vi ringrazio. Saluti.

Il trattenimento in servizio è concesso nel caso che il dipendente, al raggiungimento dei 67 anni di età, non abbia raggiunto i requisiti richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia. Se il dipendente non ha raggiunto i 20 anni di contributi può trattenersi in servizio a patto che al compimento dei 71 anni riesca a raggiungere i 20 anni di contributi richiesti.

Nel suo caso, quindi, il trattenimento in servizio può essere negato soltanto nel caso che abbia meno di 14 anni di contributi versati e che, quindi, pur permettendole di lavorare fino ai 71 anni non riesca comunque a raggiungere i requisiti necessari all’accesso alla pensione di vecchiaia.

Nel caso, invece, che trattenendosi in servizio per ulteriori 4 anni riesce ad accedere alla pensione di vecchiaia non la possono collocare a riposto d’ufficio.


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Il tutto, quindi, dipende dagli anni di contributi maturati in suo possesso.

A precisare il punro è la circolare della Funzione Pubblica numero 2 del 2015 la quale precisa che se “considerando tutti i periodi contributivi, il dipendente non raggiungerà il minimo di anzianità contributiva entro il raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia prevista dall’articolo 24, comma 6, del predetto decreto-legge n. 201 del 2011, l’amministrazione dovrà valutare se la prosecuzione del rapporto di lavoro fino al compimento dei 70 anni di età (oltre all’adeguamento alla speranza di vita che nel 2019 porta tale età a 71 anni) consentirebbe il conseguimento del requisito contributivo. In caso affermativo, l’amministrazione dovrà proseguire il rapporto di lavoro al fine di raggiungere l’anzianità contributiva minima. In caso contrario, l’amministrazione dovrà risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro”.

Da precisare, inoltre, che il trattenimento in servizio va richiesto entro le date stabilite annualmente dal MIUR.

Le consiglio, quindi, di informarsi e di conteggiare i contributi in suo possesso e quelli che riuscirebbe a raggiungere trattenendosi in servizio fino al compimento dei 71 anni.