Pensionamento lavoratori autonomi: l’Iter da seguire

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14/02/2020

Quali sono i passi da compiere per il lavoratore autonomo che decide di accedere al pensionamento con la quota 100?

Pensionamento lavoratori autonomi: l’Iter da seguire

Abbiamo parlato molto spesso dell’iter da seguire per il pensionamento dei lavoratori dipendenti, dalla presentazione della domanda di pensione alla presentazione delle dimissioni con rispetto del preavviso. Perchè per i lavoratori dipendenti è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro. Ma i lavoratori autonomi, dopo la presentazione della domanda di pensione cosa devono fare? E’ necessaria la presentazione della chiusura della partita Iva, è necessario cancellare la propria iscrizione alla gestione separata? Vediamo di capire come vanno in pensione i lavoratori autonomi.

Pensione lavoratori autonomi:

Una nostra lettrice ci chiede:

Salve sono una lavoratrice autonoma ed ho presentato domanda per pensione anticipata quota 100 con decorrenza 1 marzo 2020.

Entro la fine di febbraio quali passi devo effettuare per la cessazione del lavoro?

E’ sufficiente la chiusura della partita iva?

La cancellazione della iscrizione alla gestione separata Inps quando la devo effettuare?

A gennaio e febbraio ho emesso fattura, praticamente le ultime due.

Grazie.

Cordiali saluti

Per i lavoratori autonomi la cassazione del rapporto di lavoro non è obbligatorio per accedere alla pensione, anche se quota 100 impone un divieto di cumulo dei redditi da lavoro e quelli da pensione, visto che è ammesso solo il cumulo con i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale che non superino i 5000 mila euro lordi. la chiusura della Partita IVa, quindi, per accedere alla quota 100 non è obbligatoria, così come non si è tenuti alla cancellazione dagli elenchi dei lavoratori autonomi, dall’iscrizione camerale, dagli albi professionali.


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Non potendo, quindi, lavorare e fatturare con Partita Iva, la cosa migliore è chiuderla per non essere obbligata al versamento dei contributi obbligatori annuali.

Per quanto riguarda, invece, la cancellazione dalla Gestione separata è una pratica abbastanza inusuale per due motivazioni: è inutili, poichè l’iscrizione alla gestione separata non comporta il pagamento di contributi fissi e perchè non esiste una procedura per la cancellazione online. Esiste un documento cartaceo ch serve per la dichiarazione della cessazione dell’attività ma alcuni funzionari INPS interpellati hanno dichiarato che riempire tale modulo è inutile poichè la posizione aperta presso la Gestione Separata rimane attiva comunque poichè eterna.

In ogni caso se vuol riempire e e spedire all’INPS tramite raccomanda il modulo di “Domanda variazione/cessazione dalla gestione separata” può comunque farlo (può inviarlo anche tramite  PEC, dopo averlo scannerizzato).

Nel caso del lavoratore autonomo, quindi, gli unici obblighi sono quelli di non emettere fatture dopo l’accesso alla pensione con quota 100 per non incorrere nel divieto di cumulo dei redditi.