Pensionati all’estero: regole, calcolo assegno e tasse, controlli e destinazioni

Quanti sono i pensionati all’estero? Quanto prendono di pensione e quali sono i controlli? Quanto è tassato l’assegno e quanto prenderebbero rientrando in Italia?

Pensionati all’estero: regole, calcolo assegno e tasse, controlli e destinazioni

La fine dell’anno è un’occasione di bilancio anche per la questione dei pensionati all’estero. Natale: per chi vive all’estero magari è un momento per tornare a casa dalla famiglia, per chi è in Italia un’occasione per partire. Ai primi potrebbe venire la nostalgia di tornare definitivamente; ai secondi, magari, la voglia di trasferirsi all’estero per la pensione.

Quanti sono i pensionati italiani all’estero e quanto prendono di pensione?

Sono circa 400 mila i pensionati italiani all’estero, distribuiti in 160 Paesi più o meno. Ad accoglierne il numero maggiore è il Canada ma le pensioni più alte sono a Cipro. In molti, ma soprattutto tra la fascia di importo pensione medio-bassa, scelgono il Portogallo, dove per dieci anni, grazie ad un accordo con il Fisco Italiano, si può ricevere la pensione esentasse. Si è tornato a parlare molto ultimamente di questo flusso in uscita per via della proposta di una “riduzione delle tasse a forfait del 7% per 5 anni in favore delle persone con una pensione e residenti all’estero da almeno 5 anni che scelgano di venire (o tornare) nelle Regioni del Sud Italia (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia”. E’ la cd flat tax per pensionati.


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Controlli in vita pensionati all’estero: quali Paesi?

In merito alle operazioni di controllo in vita dei pensionati residenti all’estero, appare opportuno in questa sede fare riferimento alle novità contenute nel messaggio Inps n. 4077 del 2 novembre scorso. L’obiettivo dell’Inps è duplice: da un lato agevolare i controlli in modo da poter più facilmente identificare la platea di beneficiari, dall’altro non appesantire eccessivamente gli oneri probatori per i pensionati residenti all’estero.
Nel comunicato vengono specificate le tempistiche di controllo in base al Paese scelto come destinazione per la pensione all’estero.
“La prima fase, che è stata avviata ad ottobre 2018 e terminerà a marzo 2019, riguarderà i trattamenti pensionistici erogati a pensionati residenti in Africa, Australia (Oceania) ed Europa, ad esclusione dei Paesi Scandinavi, dei Paesi dell’Est Europa e degli Stati limitrofi. Le comunicazioni sono state inviate ai pensionati nel corso del mese di ottobre 2018 e i pensionati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro il 12 febbraio 2019. Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, il pagamento della rata di marzo 2019 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 marzo 2019, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di aprile 2019.

La seconda fase, che si svolgerà da febbraio a luglio 2019, riguarderà i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, gli Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi. Le comunicazioni saranno inviate ai pensionati a febbraio 2019 e i pensionati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro i primi giorni di giugno 2019. Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta,il pagamento della rata di luglio 2019 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o di produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 luglio 2019, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di agosto 2019”.

E’ possibile inviare i documenti di prova dell’esistenza in vita tramite:


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1. Modalità cartacea: alla casella postale PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, United Kingdom entro il termine indicato nella missiva notificata;
2. Nel caso in cui i pubblici funzionari di alcuni Paesi si rifiutano di sottoscrivere il modulo di Citibank, quest’ultimi dovranno accettare le certificazioni di esistenza emesse da enti pubblici;
3. Procedure alternative di prova dell’esistenza in vita per il pensionato in stato di infermità fisica o mentale o ospitato presso istituti di riposo possono essere accordate contattando il servizio di assistenza di Citibank.
4. Attestazione dell’esistenza in vita dei pensionati mediante sito internet predisposto da Citibank: valida per ier i pensionati residenti in Australia, in Canada, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
5. Riscossione personale presso gli sportelli Western Union.
Si specifica che per chi non prova l’esistenza in vita, la sospensione dell’erogazione della pensione all’estero non è immediata. Se non si produce idonea documentazione, il versamento della rata di marzo 2019 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione di persona o di mancata documentazione dell’esistenza in vita entro il 19 marzo 2019, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dall’assegno del mese di aprile 2019.

Il messaggio contiene anche la lista dei pensionati all’estero esclusi dai controlli sull’esistenza in vita.

Più esattamente non sono tenuti a produrre la prova di esistenza in vita:
1. Titolari di pensioni che sono oggetto di scambi mensili di informazioni con le Istituzioni previdenziali tedesche e svizzere.
2. Beneficiari che hanno riscosso la pensione agli sportelli di Western Union
3. Beneficiari che, di iniziativa personale, hanno fornito a Citibank una valida attestazione/certificazione di esistenza in vita con data recente e quelli per i quali le Strutture territoriali INPS hanno comunicato alla Banca, attraverso la procedura Comunicazioni Certificate Citibank, di aver ricevuto una prova valida dell’esistenza in vita nell’imminenza dell’avvio della verifica. Per la prima fase della verifica saranno esclusi dall’invio delle lettere i soggetti che hanno fornito la prova di esistenza in vita nel periodo che va dall’8 maggio all’8 agosto 2018;
4. Beneficiari di trattamento pensionistico i cui pagamenti sono stati già sospesi da Citibank

Incentivi per il rientro dei pensionati all’estero: la flat tax 2019

A riaccendere i riflettori sui costi per l’Inps delle pensioni all’estero, è stato di recente Tito Boeri. Il Presidente dell’Ente di Previdenza ha infatti sottolineato come, per lo Stato, si tratti di pagare ogni anno oltre un miliardo di euro per circa 400 mila assegni pensione. Quanti sarebbero disposti a trasferirsi nel Sud Italia sapendo di pagare solo il 7% di tasse sulla pensione? Si tratterebbe, in sostanza, di adottare anche in Italia una sorta di “modello Portogallo“, con sconti per i pensionati. La proposta potrebbe riferirsi a chi ha fatto della motivazione economica il primo motivo per trasferirsi per la pensione all’estero, ma non per tutti è così.

Dove e come vivono i pensionati italiani all’estero

Come abbiamo visto negli ultimi anni tra i pensionati italiani sono andate molto di moda mete come il Portogallo e le Canarie. Per molti di loro la motivazione economica nel tempo ha fatto spazio ad una qualità della vita migliore. Ma forse la flat tax pensionati in questi casi potrebbe fare leva sulla nostalgia della patria. Più difficile che sortisca qualche effetto tra coloro che percepiscono pensioni più alte all’estero. In testa gli italiani a Cipro, che in media prendono circa 5.481 euro al mese. Tra le destinazioni in cui si trovano i pensionati italiani all’estero con assegno più alti seguono gli Emirati Arabi Uniti (residenti 67 italiani con pensione media di 3.606 euro) e il Portogallo (1.914 gli assegni corrisposti per un importo medio di 2.545 euro al mese). Anche in Turchia e a Malta i pensionati italiani residenti percepiscono assegni medi non inferiori a due mila euro. Merito anche dei regimi fiscali vantaggiosi che fanno di queste mete alcune delle destinazioni più gettonate dai pensionati italiani all’estero. In quest’ottica si riscontra anche una differenza nella scelta della destinazione tra ex dipendenti privati e pubblici. Ad oggi gli unici Paesi in cui gli ex dipendenti INPDAP hanno il diritto a ricevere la pensione lorda sono: Australia, Senegal, Costa d’Avorio e Tunisia. Per questo la maggior parte dei pensionati italiani in Portogallo sono ex dipendenti del comparto privato.