Pensione a 54 anni: quali possibilità di anticipo

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16/02/2020

Quali possibilità di pensionamento a 54 anni di et se non si riesce più a lavorare? Vediamo cosa offre la normativa italiana.

Pensione a 54 anni: quali possibilità di anticipo

Purtroppo non sempre è possibile lasciare il lavoro per accedere al pensionamento quando se ne sente la necessità, per motivi fisici, di salute, di stanchezza. In Italia bisogna rispettare determinati paletti anagrafici, contributi o entrambi imposti dalle diverse misure previdenziali. Vediamo nel dettaglio quali sono le possibilità di pensionamento a 54 anni.

Pensione a 64 anni

Un nostro lettore ci scrive:

Ciao sono Luca , compio 54 anni a settembre e ho 31 anni di contributi, purtroppo nel settembre del 2018 sono stato colpito da un aneurisma celebrale da cui fortunatamente ne sono uscito illeso. Ho ripreso a lavorare dopo alcuni mesi di malattia ma a oggi ho grosse difficoltà  a continuare a svolgere la mia attività  anche perché  i ritmi sono diventati veramente  stressanti e pesanti.
Psicologicamente non riesco ad affrontare la vita lavorativa come un tempo in un ambiente ostile. Chiedevo se c’era  una possibilità  per mollare il colpo in anticipo .
Sono inoltre in possesso dei tre giorni di permesso  della legge 104  per assistere la mamma novantenne che non vive con me a cui gli è  stata riconosciuta invalidità  permanente .

Purtroppo con 54 anni di età non esistono misure che le permettono il pensionamento. Indipendentemente dall’età si può accedere alla quiescenza soltanto con la quota 41 (che richiede oltre all’aver versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età, anche 41 anni di contributi versati e l’appartenenza ad uno dei profili di invalido, caregiver, disoccupato, usurante o gravoso) e la pensione anticipata che per gli uomini richiede, però, 42 anni e 10 mesi di contributi.

Essendo sua mamma disabile con gravità in base alla legge 104, seppur convivesse con lei le uniche misure che permettono il pensionamento ai caregiver con un certo anticipo sono la quota 41 sopra descritta e l’Ape sociale che richiede, oltre a 30 anni di contributi, almeno 63 anni di età.


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Per tutte le altre misure è necessario avere un età più alta della sua e con i suoi requisiti, al momento, il pensionamento più vicino è rappresentato proprio dalla pensione di vecchiaia, fra 11 anni.

Se la sua situazione di salute, però, non le consente di lavorare ancora sopportando turni e ambiente di lavoro potrebbe provare a sottoporsi alla visita di una commissione medica per farsi riconoscere una certa percentuale di invalidità. Se quest’ultima fosse pari o superiore al 67% potrebbe richiedere l’assegno ordinario di invalidità che viene erogato in base ai contributi versati e potrebbe accompagnarla fino alla pensione di vecchiaia. Altre strade in breve tempo non ce ne sono.