Pensione anticipata a 60 anni con 39 anni di contributi, tutte le alternative

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18/07/2018

Pensione anticipata a 60 anni con 39 anni di contributi, analizziamo tutte le possibili alternative valutando anche le nuove proposte sulla Riforma pensione.

Pensione anticipata a 60 anni con 39 anni di contributi, tutte le alternative

Pensione anticipata: una lettrice ci ha interpellato per sapere quali alternative ci sono per uscire prima dal lavoro con 39 anni di contributi e 60 anni di età. 

Nella legge di Bilancio 2019, sarà inserita la proroga Opzione donna, fortemente voluta dalle donne lavoratrici. Analizziamo in breve i requisiti attuali richiesti.

Opzione donna: i requisiti 2018

I requisiti attuali per l’Opzione donna sono:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario raggiungere 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016; dalla data di maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario raggiungere 58 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016;
  • dalla data di maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che compiono 57 anni entro il 31 dicembre 2015 e le autonome che compiono 58 anni entro la stessa data.

Con un requisito contributivo di 35 anni che deve essere raggiunto entro il  31 dicembre 2015.

Ricordiamo che i requisiti di riferimento tengono conto degli adeguamenti della speranza di vita.

Opzione donna, con assegno contributivo

La pensione Opzione donna è una possibilità di uscire in anticipo dal mondo del lavoro, per le lavoratrici di pubblico e privato, con la condizione di accettare un assegno calcolato interamente su sistema contributivo.

Pensione Ape Sociale non sarà prorogata

La pensione APe Sociale attualmente in vigore fino al 31 dicembre 2018, agevola alcune categorie di lavoratori che svolgono particolari prestazioni, chiamato “lavoro gravoso“. Il beneficio di far parte di questa categoria dà la possibilità di pensionamento con 63 anni di età e almeno 36 anni di contributi versati. Tra le varie categorie, vi è anche l’insegnante della scuola d’infanzia. Purtroppo, sembra che il governo non intenda rinnovare questa misura pensionistica.


Leggi anche: Bonus ristorazione (Mipaaf) Covid e fondo per la filiera: arriva la proroga al 15/12, ecco le istruzioni con i codici Ateco

Per sapere le 15 categorie di lavori gravosi e il modulo AP 116 da presentare, leggi: Modulo AP 116 lavori gravosi con 15 categorie aggiornate

Analizziamo in breve anche le nuove misure che il nuovo Governo ha promesso di mettere in atto.

 Quota 100 a partire dal 1° gennaio 2019

Per la pensione Quota 100, si prevede l’attuazione a partire dall’1 gennaio del 2019. La quota 100 prevista, ha un limite di età di 64 anni e minimo 36 anni di contributi versati con un massimo di due o tre anni di contribuzione figurativa.

Quota 41 per tutti, cosa prevede

La quota 41 per tutti, doveva dare possibilità a tutti i lavoratori di andare in pensione con la matuarazione di 41 anni di contributi indipendentemente dall’età, senza il vincolo di lavor precoce, di lavoro gravoso e usurante, ecc. che tutelava solo alcune categorie di lavoratori. Doveva essere una pensione per tutti e non una pensione anticipata, si diceva che 41 anni di contributi bastavano per andare in pensione. Adesso l’amara novità che forse non verrà attuata.

Per maggiori informazioni, leggi: Pensione Quota 100, Quota 41 o Quota 42? La Riforma nel 2020, le novità

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