Pensione anticipata e aspettativa di vita per invalidità, la sentenza

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02/12/2019

Pensione anticipata invalidità, l’adeguamento all’aspettativa di vita dei tre mesi deve essere applicato, la sentenza.

Pensione anticipata e aspettativa di vita per invalidità, la sentenza

Pensione anticipata e differimento trimestrale per aspettativa di vita, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31001 del 27 novembre 2019, ha affermato che le persone con invalidità almeno all’80 per cento, sono soggette all’adeguamento Istat legato all’aspettativa della speranza di vita, in base al requisito anagrafico ridotto previsto per  la pensione di vecchiaia anticipata. 

Pensione anticipata e aspettativa di vita: il caso

Nella vicenda l’Inps ha fatto decorrere, nel 2015, la sua pensione di vecchiaia anticipata dal 1° maggio invece che dal 1° febbraio, in applicazione dell’innalzamento trimestrale del requisito anagrafico per effetto dell’adeguamento dell’aspettativa di vita.

Nello specifico la sentenza del 24 marzo 2017 della Corte d’appello di Cagliari condannava l’Inps a corrispondere la pensione di vecchiaia con decorrenza dal 1° febbraio 2015, invece che dalla data del 1° maggio 2015 riconosciuta dall’Istituto per adeguamento di vita all’aspettativa di via.

Con il ricorso alla Corte di Cassazione, la decisione viene ribaltata. La Corte, in particolare, ha ritenuto valido il posticipo dell’incremento dell’aspettativa di vita operato dall’Inps, deliberando che l’invalido all’80% non rientra tra i casi di esclusione dell’adeguamento ( disciplina dell’art. 12, comma 12-bis, d.l. n. 78/2010 – conv. con I. n. 122/2010).

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