Pensione anticipata: il nuovo governo potrebbe apportare cambiamenti?

-
01/09/2019

La pensione anticipata non corre alcun rischio, ma alla luce di quanto dichiarato da Zingaretti e Di Maio neanche le altre misure.

Pensione anticipata: il nuovo governo potrebbe apportare cambiamenti?

La preoccupazione di tutti, in questo ultimo periodo, è capire se il nuovo governo possa intervenire in negativo sulle pensioni e sui pensionamenti prossimi; dopo che i media hanno diffuso la possibilità che con la legge di Bilancio potesse essere abolita la quota 100, purtroppo la preoccupazioni di tutti è alle stelle. Un nostro lettore, infatti, ci chiede: Buongiorno, avrei bisogno di sapere, vista la situazione attuale se io che a ottobre 2019 raggiungo i 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva e che potevo ricevere la pensione dal primo di febbraio quindi potevo restare a casa dal lavoro a fine anno, se ora modificano le cose il mio diritto rimane? Grazie

Nuovo governo e pensioni

Le intenzioni del governo giallo-rosso non sembrano essere indirizzate in un cambio del sistema previdenziale attualmente in vigore e, a quanto sembra, anche la quota 100 non sarebbe toccata dalla prossima legge di Bilancio. La quota 100, infatti, sembrava essere la misura più a rischio richiedendo per il prossimo anno la copertura finanziaria. 

La pensione anticipata, invece, ormai in vigore dal 2012, non corre alcun rischio poichè i costi per mantenere questa misura in vigore sono talmente bassi che l’esecutivo non si sognerebbe mai di intaccare questa misura (anche con il blocco dell’età pensionabile, infatti, i mesi di anticipo, grazie alla finestra di attesa di 3 mesi, sono soltanto 2).

Nel caso del nostro lettore, poi, visto che il diritto viene cristallizzato ad ottobre 2019, il rischio non si sarebbe corso neanche in caso di modifica della legge Fornero: una volta raggiunti i requisiti di pensionamento (42 anni e 10 mesi appunto) il diritto alle pensione si cristallizza anche nel caso di  modifiche normative successive.


Leggi anche: Bonus Irpef 100 euro 2021: perché 1,5 milioni di lavoratori rischiano la restituzione