Pensione anticipata Quota 100, Opzione donna, precoci ed esodati, le novità dal 2019

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11/09/2018

Una concisa illustrazione sulla nuova riforma pensionistica italiana. La nuova ricetta abbraccia “quota 100, precoci, Opzione donna e esodati”.

Pensione anticipata Quota 100, Opzione donna, precoci ed esodati, le novità dal 2019

Il consulente del vicepremier Salvini, lancia una breve guida sulla pensione anticipata. La nuova ipotesi di riforma pensione, punta su quota 100 dai 64 anni e 36 di contributi, al vaglio di discussioni i precoci, le donne e gli esodati. Spunta l’ipotesi del cambio dell’Ape social. Una breve illustrazione di cosa comprende la nuova riforma pensionistica italiana.

Come cambierà Pensione anticipata Quota 100?

Il consulente del vicepremier Salvini, ha reso ufficiale il testo rivelatore sulla Riforma pensionistica, cui l’esecutivo dovrebbe attingere. Una sorta di ricetta redatta da uno dei migliori esponenti delle politiche previdenziali. Ecco come, in vista della riapertura della programmazione Parlamentare, inizia la partita a scacchi sul quadro pensionistico. Si muovono le prime pedine sulle nuove misure previdenziale attuabili nel 2019.

Le prossime novità non investirebbero quota 100, probabilmente riconfermata la misura dai 64 anni con 36 anni di contributi versati. Rientrano come anni figurativi previsti il montante contributivo e l’assegno contributivo dal 96. Il quadro di cambiamento coglierà appieno il fondo esuberi che andrebbe a prendere il posto dell’Ape social. Prevista una base di sconti diretti ai precoci e alle donne con figli.

Cosa comprenderà il fondo esuberi e gli sconti?

La base su cui dovrebbe fondarsi il nuovo assetto pensionistico, secondo il Presidente del Centro Studi Itinerari è quota 100 dai 64 anni, integrata con degli sconti speciali che riguarderanno gli anni di uscita dal lavoro. Sostanzialmente, potrebbero investire svariate categorie, come appunto, i lavoratori precoci. Dove attualmente vige, un forte malcontento considerati esclusi dalla manovra. Infatti, per questa categoria quota 100 dai 64 anni non sarebbe di alcun giovamento. Discusso anche il piano rivolte alle donne, che non prediligono gli sconti, ma propongono una proroga dell’opzione donna.


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I consulente, ribadisce che la riforma pensionistica, rappresenta uno degli elementi primari che accomuna il programma M5S-Lega. Un piano attuabile sulla base che in Italia la soglia tra lavoratori attivi e pensionati sfiora l’1,5 attivi per ogni singolo pensionato. Seguendo questa linea ci si avvicina al grado di sicurezza che abbraccia il sistema previdenziale, valutato che la crescita del pil è nettamente inferiore in relazione al quadro previsto dalla Riforma Dini. Resta da considerare, che lo scopo relativo alla sicurezza dei conti porta a 24 milioni di occupati e 16 milioni di pensionati.

La nuova ricetta pensionistica, porterebbe all’uscita dal lavoro a 64 anni con circa 36 anni di contributi, il cambio dell’Ape social, e la partenza di un “Fondo esuberi”. Un programma già sperimentato previsto dal 2000 senza alcun costo aggiuntivo per l’intera comunità. Sostanzialmente, si tratta di un fondo finanziato dalle imprese e dai lavoratori. Un sistema che ha già consentito a circa 62 mila persone di avviarsi al cammino della pensione.

La riforma pensionistica porta in grembo la novità del fondo esuberi, dove sono previste le medesime regole d’acceso per l’Ape social, che sarebbe sostituita dal fondo. In questo quadro non sarà l’Inps a decidere sulle domande pensionistiche. Alle aziende il compito di vagliare le domande di pensione anticipate in relazione alle reali esigenze e alle conoscenze di ogni singolo lavoratore. In tutto tre sono i Fondi esuberi previsti dalla nuova riforma, quali: Industria, Commercio e Artigianato.

Come cambierà il quadro sulle donne, precoci ed esodati?

Secondo il consulente, il connubio vincente tra quota 100 e fondo esuberi, risolvere circa il 90% dei problemi che coinvolge ogni singolo cittadino. Grazie a questo sistema si assicurerà un modo pensionistico anticipato che abbraccia anche le categorie di chi non rientrano nei precoci o donne con figli.


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Non sono restano indietro i circa 6 mila esodati ancora fermi nel limbo dopo la riforma Fornero. È in vista una salvaguarda che risolverà anche il loro problema.

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