Pensione anticipata Quota 41 con legge 104, cosa cambierà nel 2019?

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03/10/2018

Pensione anticipata Quota 41 precoce con legge 104 (per se stessi e caregiver), nel 2019 con la nuova riforma, cosa cambia?

Pensione anticipata Quota 41 con legge 104, cosa cambierà nel 2019?

Volevo gentilmente chiedere se nella proposta di modifica della legge Fornaro sulle pensione sarà mantenuta o meno la possibilità per i precoci che assistono un famigliare disabile la possibilità di uscire con 41 anni di contributi. Grazie e buona giornata

Beneficio lavoratori precoci con Quota 41: le tutele

Per accedere alla pensione anticipata lavoratori precoci oltre al requisito lavorativo effettivo prima dei 19 anni e i 41 anni di contributi, viene richiesto che il lavoratore si trovi in una di queste 4 categorie:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);
    lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67); lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa l’attività.

Cosa succede con la nuova riforma Quota 100?

Nella nuova misura Quota 100 con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, con un massimo di 2/3 anni di contributi figurativi, è stata prevista anche l’abolizione dei 5 mesi per l’aspettativa di vita dal 2019.

Si parla di pensione anticipata a 41 anni, e non più a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 e 3 mesi per le donne, un anticipo di due anni. Questa nuova proposta, crea molti disagi, anche perchè, non è ancora chiaro se è solo per i precoci o per tutti. 

Comuque, se le cose non cambiano, resterà in vigore la vecchia riforma e quindi lei potrà accedere ai benefici per i lavoratori precoci con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età nel 2018, e se non verrà bloccata l’aspettativa di vita, nel 2019 con 41 anni e 5 mesi.


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