Pensione anticipata RITA a 61 anni di età e 5 anni in fondo pensionistico, le novità

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06/08/2018

Pensione anticipata RITA a 61 anni di età e 5 anni in fondo pensionistico, le novità

La pensione anticipata RITA è una prestazione pensionistica complementare che può essere erogata in forma di rendita temporanea anticipata dal fondo pensione dal momento in cui sono stati verificati i requisiti necessari per la richiesta fino all’età del pensionamento di vecchiaia nel regime pensionistico obbligatorio (al momento 66 anni e 7 mesi, dal 1° gennaio 2019 67 anni).

Dopo il nostro articolo sulla pensione anticipata RITA a 61 anni, ci sono arrivate molte richieste in redazione. In quest’articolo risponderemo ai nostri lettori sui requisiti e i vari scenari.

Pensione

Pensione anticipata RITA per dipendenti statali

Ci ha scritto una lettrice dipendente statale con invalidità al 75% con più di 32 anni di contributi, non specifica l’età anagrafica, esaminiamo i  requisiti che bisogna avere per poter accedere alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Posso aderire alla RITA sia i dipendenti del settore pubblico che privato, il requisito contributivo richiesto è un minimo di venti anni di contributi versati e minimo 5 anni versati in fondo pensionistico.

Come requisito di età anagrafica, il requisito richiesto consiste ei cinque anni dalla pensione di vecchiaia, quindi fino al 31 dicembre 2018 il requisito dell’età è pari a 66 anni e 7 mesi, mentre nel 2019 è 67 anni. Gli aumenti dell’età pensionabile, potranno dare luogo ad una rimodulazione del calcolo e dell’erogazione.


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Quindi se il nostro lettore ha aderito ai fondi pensionistici, e ha maturato il requisito d’età anagrafica, allora può fare domanda della Rendita Integratia Temporanea Anticipata.

La domanda va presentata direttamente al fondo pensionistico. Ogni fondo ha adeguato lo statuto e reso disponibile il nuovo modulo per accedere alla RITA. L’invalidità non consistuisce un requisito e non ha valore in questo tipo di misura pensionistica. Per maggiori informazioni consigliamo di leggere: Pensione anticipata RITA con 61 anni di età, quali possibilità?

Pensione e fondo pensionistico

Buongiorno vorrei informazioni sulla pensione Rita, sono nata nel 1963 ho circa 21 anni di lavoro e 11 di fondo integrativo al momento sono disoccupata 

Possono chiedere la RITA i lavoratori dipendenti pubblici e privati, con un erogazione frazionata in un periodo di anticipo massimo di 5 anni:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • non più di 5 anni alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia (accessibile dai 61 anni e 7 mesi per la RITA erogabile fino al 31/12/2018, da 62 anni per la RITA erogabile in data successiva al 1°gennaio 2019);
  • requisito contributivo minimo di 20 anni nei regimi obbligatori di appartenenza;
  • 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare.

per i disoccupati fino a 10 anni prima, i requisiti:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;
  • raggiungimento dell ‘età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi;
  • maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

Nel caso della nostra lettrice, se inoccupata da più di 24 mesi, può contattare il fondo dove ha versato per 11 anni i contributi e presentare tramite loro la domanda della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA.


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Pensione Rita e fondo pensionistico

Buonasera, ho letto, il vostro articolo, sto maturando 41 anni di contributi e 58 anni d età, non posso andare come lavoratore precoce, perché mancano i tre requisiti, ho problemi di salute, posso scappare via comunque, non ho capito il fondo in cosa consiste?

Analizziamo che cosa sono i fondi pensionistici.

Sistema di previdenza complementare

La previdenza complementare è una forma di previdenza che si aggiunge a quella obbligatoria ma non la sostituisce. È fondata su un sistema di finanziamento a capitalizzazione. Per ogni iscritto viene creato un conto individuale nel quale affluiscono i versamenti che vengono poi investiti nel mercato finanziario da gestori specializzati (in azioni, titoli di Stato, titoli obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento ecc.) e che producono, nel tempo, rendimenti variabili in funzione dell’andamento dei mercati e delle scelte di gestione. 
La Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) ha il compito di vigilare e garantire trasparenza e correttezza dei comportamenti delle forme pensionistiche complementari.

La previdenza complementare a differenza di quella obbligatoria è:

  • volontaria (il lavoratore può scegliere se aderire a una forma pensionistica complementare);
  • a capitalizzazione individuale (i versamenti confluiscono in conti individuali intestati ai singoli iscritti e vengono investiti. Al momento del pensionamento sono restituiti, con i rendimenti maturati con gli investimenti, in forma di prestazione pensionistica aggiuntiva);
  • a contribuzione definita (si sa quanto si versa e la prestazione finale dipende dalle somme versate e da quanto ha reso il loro investimento);
    gestita da soggetti ed enti di diritto privato.

Quindi solo chi ha aderito con un minimo di 5 anni di contributi versati nei fondi pensione (sistema di previdenza complementare), può aderire alla RITA. Per i disoccupati di lunga durata, è possibile andare in anticipo pensionistico 10 anni prima, come sopra specificato.

Questo è un requisito indispensabile.

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