Pensione anticipata: Rita, Quota 100 e Opzione donna, dal 2019 cosa conviene?

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01/09/2018

Pensione anticipata dal 2019 cosa conviene: RITA con versamento di contributi in Fondo pensione, Quota 100 e Opzione donna, tutte le novità.

Pensione anticipata: Rita, Quota 100 e Opzione donna, dal 2019 cosa conviene?

La pensione lascia molti dubbi e incertezze, visto l’enorme afflusso di idee contrastanti che ultimamente regnano sul web. In quest’articolo analizzeremo le possibilità per accedere alla pensione con 65 anni di età e 35 anni di contributi, ecco la domanda della nostra lettrice:

Ho 36 anni di contributi versati e 65 anni il prossimo 6 settembre. Faro 40 anni di lavoro al compimento dei 67 anni ma vorrei lasciare prima.  Che possibilità ho? Faccio versamenti al fondo della Cisl mi pare dal 2005. Grazie

La prima ipotesi che mi viene leggendo il suo quesito è la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA, visto che versa i contributi nel fondo della Cisl. 

Pensione RITA

Per accedere alla RITA viene richiesto un requisito fondamentale che consiste nei cinque anni dalla pensione di vecchiaia, quindi fino al 31 dicembre 2018 il requisito dell’età è pari a 66 anni e 7 mesi, mentre nel 2019 è 67 anni. Gli aumenti dell’età pensionabile, potranno dare luogo ad una rimodulazione del calcolo e dell’erogazione.

sono ora i seguenti:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c)     Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 1 1, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005);

oppure, in alternativa:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi al compimento del termine di cui alla lett. b);

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 11, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005).

Diversamente dalla disciplina previgente in tema di RITA, la sussistenza dei requisiti sopra indicati non è vincolata al rilascio di un’apposita attestazione da parte dell’INPS, come in precedenza previsto dall’art. 1, comma 168, della Legge 232/2016 al quale il comma 188 faceva rinvio. In entrambi i casi, è necessario il raggiungimento del requisito contributivo di 20 anni minimo.

Abbiamo fatto degli esempi di calcolo e della convenienza in quest’articolo: Pensione RITA, con 20 anni di contributi, calcolo e convenienza

Comunque per sapere l’esatta convenienza, le consiglio di rivolgersi al fondo di appartenenza e chiedere tutte le spiegazioni, la domanda per la RITA, va presentata presso il fondo Cisl.

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Pensione Quota 100

Per la Quota 100 ancora niente di preciso, ad oggi solo tanti ipotesi e niente di concreto. Secondo indiscezioni la nuova misura Quota 100, sarà con differenti modulazioni in base al settore di appartenenza dei lavoratori. L’analisi è in mano ad un team di esperti, che analizza le modalità di uscita con quota 100, somma di età anagrafica e anzianità contributiva.

Inoltre, la nuova misura prevede un’età pensionistica di 64 anni e 36 anni di contributi, negli ultimi giorni si parla anche di un’alternativa, con 65 anni di età e 35 anni di contributi. La misura si genera da una somma pari a 100 tra l’età pensionistica e i contributi versati, con massimo due o tre anni di contributi figurativi. Per sapere tuttu gli scenari in atto, consigliamo di leggere: In arrivo pensione Quota 100 e Superbonus in busta paga dal 2019, si aprono gli scenari

Pensione Opzione donna

E’ possibile fare domanda della pensione Opzione donna nel 2018 con 35 anni di contributi versati e 57 anni e 7 mesi di età per le lavoratrici dipendenti e 58 anni e 7 mesi per le autonome, solo se si hanno particolari requisiti, elenchiamo i contributi per fare domanda di pensione nel 2018.

Requisiti Opzione donna 2018

I requisiti per fare domanda di pensione anticipata tramite Opzione Donna 2018 sono i seguenti:

Lavoratrici dipendenti

  • avere almeno 57 anni e 7 mesi entro il 31 luglio 2016;
  • avere un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2015 oppure, entro la stessa data, di 34 anni, 11 mesi e 16 giorni per le gestioni esclusive dell’AGO;
  • dalla data di maturazione dell’ultimo requisito utile alla liquidazione della pensione devono passare almeno 12 mesi.

Lavoratrici autonome


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  • avere almeno 58 anni e 7 mesi (compiuta entro il 31 luglio 2016);
  • anzianità contributiva maturata  al 31 dicembre 2015 di 35 anni;
  • dalla data di maturazione dell’ultimo requisito utile alla liquidazione della pensione devono passare almeno 18 mesi.

La proroga della pensione Opzione Donna, se verrà attuata come promesso, porterà interessanti novità, aumentanto la platea degli aventi diritto. Sarà possibile fare domanda nel 2019, come sopra riportato, con un cambiamento dell’età pensionistica in 57 e 7 mesi per i dipendenti pubblici e 58 e 7 mesi per le lavoratrici autonome.

Per maggiori informazioni, bisogna aspettare che la proroga sia inserita nella legge di Bilancio 2019, sicuramente ci saranno altre varianti, si spera inoltre che si proceda all’annullamento dell’incremento dell’età pensionistica, in modo da rendere possibile l’accesso con solo 57 anni di età anagrafica.  Per conoscere tutte le novità consigliamo di leggere: Pensione anticipata Opzione donna per le nate nel 1961 dal 2019, le novità

Pensione Ape Volontario

E’ possibile accedere con questi requisiti anche all’Ape Volontario fino al 31 dicembre 2019. 

L’Ape volontario è un prestito utilizzato come ponte per arrivare al diritto della pensione di vecchiaia. Il prestito è erogato dalla banca in quote mensili, non c’è bisogno di cessare l’attività lavorativa. I requisiti richiesti sono:

a) 63 anni di età, alla prima data utile di presentazione della domanda di APE;

b) età che consenta la maturazione del requisito anagrafico di cui all’articolo 24, comma 6, della legge n. 214 del 2011 per la pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi dalla prima data utile di presentazione della domanda di APE;

c) età che consenta la maturazione del requisito anagrafico di cui alla precedente lettera b) non prima di sei mesi precedenti alla prima data utile di presentazione della domanda di APE;


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d) anzianità contributiva non inferiore a venti anni, di cui all’articolo 24, comma 7, della legge n. 214 del 2011, utile per conseguire la pensione di vecchiaia a carico di una delle forme assicurative sopra indicate, alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE;

e) per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, importo di pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge n. 335 del 1995, alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE;

f)  importo di pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria, alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE.

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