Pensione Ape sociale: la misura è cedibile al coniuge?

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08/12/2019

In quali casi la moglie può accedere all’Ape sociale, se il marito che ne usufruisce opta per il passaggio alla quota 100?

Pensione Ape sociale: la misura è cedibile al coniuge?

La possibilità di accedere alla pensione con l’Ape sociale è riservata a quei lavoratori che, in possesso di 63 anni di età e di 30 o 36 anni di contributi rientrano anche in una delle categorie tutelate di disoccupati, caregiver, invalidi, usuranti e gravosi. La misura permette un anticipo, rispetto alla pensione di vecchiaia, di ben 4 anni completamente a spese dello Stato.

Ape Social per il coniuge

Una nostra lettrice ci chiede:

Salve  mio marito  da circa un anno percepisce la pensione con l ape sociale, ora  se lui passa a quota cento  posso io sfruttare l’ape sociale io lavoro nel pubblico, lui era artigiano. grazie

Non spiegandomi molto bene con quali requisiti suo marito ha avuto il riconoscimento del beneficio non è molto facile risponderle. Posso, però, elencarle caso per caso specificando che la misura, in ogni caso, non è cedibile al coniuge.

Se suo marito ha avuto la pensione Ape social perchè svolgeva attività usurante o gravosa, anche se optasse per la quota 100 non potrebbe lei, al suo posto, accedere all’Ape sociale poichè non rientra nelle categorie usuranti o gravose.

Se suo marito ha avuto diritto all’agevolazione perchè invalido con percentuale pari o superiore al 74%, lo stesso non può beneficiare lei dell’Ape sociale a meno che lei stessa non sia certificata come invalida al 74% o superiore.

Se suo marito ha avuto il riconoscimento del beneficio per la disoccupazione, anche se passasse alla quota 100 non potrebbe lei beneficiare dell’Ape sociale a meno che non fosse, a sua volta, disoccupata.

Se, invece, suo marito ha beneficiato della misura perchè caregiver, supponiamo per l’assistenza di un figlio con grave disabilità, se anche lei ha raggiunto i 63 anni ed almeno 30 anni di contributi può beneficiare della misura se titolare dei permessi legge 104 in quanto assiste un familiare con handicap grave convivente.