Pensione Ape Volontario, per chi ha finanziamenti o mutuo, l’accesso è negato?

L’anticipo pensionistico APE Volontario è accessibile per i lavoratori  iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi nonché alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

Attraverso il sito internet dell’INPS, è possibile simulare l’anticipo pensionistico e presentare la domanda di certificazione.

Il simulatore a disposizione, è un servizio online accessibile a tutti, mediante il semplice inserimento di dati e informazioni, è possibile calcolare l’importo mensile, la durata dell’APE  e la rata di rimborso mensile, che sarà decurtata dall’importo di pensione.

Tramite l’identità digitale SPID o il pin dell’Inps, è possibile presentare online la domanda di certificazione del diritto. L’Inps una volta inviata la domanda, verifica i requisiti di legge e certifica il diritto all’APE, comunicando al richiedente  l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile.

Pensione Ape Volontario e ratei arretrati

Cos’è l’APE Volontario

L’Ape volontario è un prestito utilizzato come ponte per arrivare al diritto della pensione di vecchiaia. Il prestito è erogato dalla banca in quote mensili, non c’è bisogno di cessare l’attività lavorativa. I requisiti richiesti sono:

a) 63 anni di età, alla prima data utile di presentazione della domanda di APE;

b) età che consenta la maturazione del requisito anagrafico di cui all’articolo 24, comma 6, della legge n. 214 del 2011 per la pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi dalla prima data utile di presentazione della domanda di APE;

c) età che consenta la maturazione del requisito anagrafico di cui alla precedente lettera b) non prima di sei mesi precedenti alla prima data utile di presentazione della domanda di APE;

d) anzianità contributiva non inferiore a venti anni, di cui all’articolo 24, comma 7, della legge n. 214 del 2011, utile per conseguire la pensione di vecchiaia a carico di una delle forme assicurative sopra indicate, alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE;

e) per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, importo di pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge n. 335 del 1995, alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE;

f)  importo di pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria, alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE.

Ape Volontario non per tutti: ecco chi non può farne richiesta

Anticipo APE non può essere richiesto per i seguenti soggetti:

  • titolari di trattamento pensionistico diretto a carico di una delle forme assicurative sopra indicate alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE, nonché alla data della domanda di accesso all’APE;
  • per i quali sono previsti requisiti per la pensione di vecchiaia diversi da quelli indicati dall’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011;
  • in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011 alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE, ovvero alla data della domanda di APE presentata successivamente a quella indicata nella certificazione.

Ricordiamo che  l’APE è compatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa e con la percezione di qualsiasi prestazione a sostegno del reddito.

Ape volontario: importi minimo e massimo

L’anticipo pensionistico Ape è a totale carico del lavoratore, e come sopra indicato e ottenibile attraverso un prestito bancario che deve essere restituito una volta liquidata la pensione.

La pensione mensile al netto della rata di ammortamento, non deve essere inferiore a euro 702,65, che equivale a 1,4 volte il trattamento minimo pensionistico. Il prestito è ammortizzato in 20 rate e l’assegno pensionistico sarà gravato non solo dalle rate di restituzione del prestito, ma anche da un’assicurazione obbligatoria contro il rischio di premorienza del pensionato e di un contributo al fondo di garanzia.

Cattivi pagatori esclusi dall’Ape Volontario

I cattivi pagatori non potranno beneficiare dell’Ape Volontario, questo perché trattasi di un prestito, il suo accesso prevede condizioni vincolanti per le persone che hanno debiti pregressi. La normativa, nello specifico prevede che sono esclusi:

  • quanti hanno nei confronti di una banca o di un operatore finanziario, un’esposizione per debiti scaduti o sconfinanti (ossia in eccedenza rispetto all’apertura di credito concessa) e non pagati da oltre novanta giorni;
  •  chi è registrato negli archivi della centrale rischi gestita dalla Banca d’Italia, oppure in un sistema di informazioni creditizie gestito da privati, a causa adempimento di uno o più prestiti, quali mutui, finanziamenti o altre forme di indebitamento;
  • chi ha avviato o è oggetto di procedure di composizione della crisi da sovra indebitamento ai sensi della legge 27 gennaio 2012, n. 3; a meno che non sia stata chiusa la procedura di composizione della crisi;
  • chi ha pignoramenti in corso o estinti senza integrale soddisfazione dei creditori; eccezione nel caso siano trascorsi 36 mesi dalla chiusura infruttuosa della procedura esecutiva;
  • chi ha protesti a proprio carico ed è registrato nell’archivio degli assegni bancari e postali e delle carte dì pagamento irregolari istituito presso la Banca d’Italia, denominato centrale di allarme interbancaria – CAI.

Se i debiti sono estinti prima della presentazione della domanda Ape Volontario, per qualsiasi causa, questo non genera problemi. Inoltre, non sarà motivo di esclusione la mancata esecuzione di pignoramento dopo trentasei mesi dall’estinzione non satisfattiva della procedura esecutiva.

Purtroppo, l’anticipo pensionistico ha dei requisiti vincolanti,  e chi si trova nelle situazioni sopra menzionate, difficilmente potrà aderire all’Ape Volontario.

Ape volontaria, anche il mutuo può essere un vincolo

Oltre alle casistiche esaminate che non possono aderire all’Ape volontario, il prestito non può essere nemmeno concesso se il rateo dell’anticipo da solo o sommato ad altri debiti pregressi, supera il 30% . Molti i lavoratori hanno avuto un’amara sorpresa con la simulazione gratuita sul portale INPS, infatti risulta molto difficile ottenere l’anticipo pensionistico per i lavoratori che hanno muti e/0 finanziamenti in corso.

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Pensione Ape Volontario, per chi ha finanziamenti o mutuo, l’accesso è negato? ultima modifica: 2018-05-11T06:57:54+00:00 da Redazione NotizieOra

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