Pensione, bastano 100 al mese per uscire prima, ecco come

La pensione complementare, oggi, rappresenta quel piano necessario da attuare per giungere verso un sistema previdenziale con tranquillità. Dati alla mano, vista l’evoluzione del mondo lavorativo che non offre stabilità nelle carriere sempre più discontinue e con redditi non particolarmente elevati. Nasce l’esigenza per i giovani e i lavoratori di pensare al futuro, azionando un piano di quote minime che portino verso la pensione complementare.

Che cosa significa investire nella previdenza complementare?

È bene sapere che la pensione complementare è una normale tipologia di previdenza, che non sostituisce la pensione normale, ma viene utilizzata solo per supportare la pensione versata dall’INPS. In modo semplice, possiamo chiarire che si tratta, di un meccanismo puramente finalizzato al finanziamento a capitalizzazione. Ciò vuol dire, che ogni singolo soggetto che decida di aderire iscrivendosi al fondo diventa intestatario di un conto individuale.

L’intestatario del fondo versa una quota mensile. I gestori finanziari dei fondi provvedono a investire i soldi versati in azioni, titoli di Stato od obbligazioni ecc. Nel corso degli anni, questi investimenti producono rendimenti in virtù della tendenza dei mercati. Tutte le operazioni vengono controllate dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip).

L’intestatario del fondo nel momento in cui è giunto alla forma di pensione obbligatoria, ha diritto alla liquidità di una rendita aggiuntiva che si somma alla pensione e corrisponde alla quota del montante accumulato nel fondo nel corso degli anni.

Si può richiedere tutto l’importo accumulato nel fondo? Si, l’intestatario del fondo può optare per accedere a tutto il capitale maturato, oppure valutare una misura suddivisa in quote mensili.

Se non ho i requisiti per la pensione, ma ho maturato gli anni in un fondo pensione posso accedere al capitale accumulato? Si, è possibile percepire una parte o tutto il capitale accumulato nel fondo, pur non avendo i requisiti per accedere alla pensione obbligatoria.

Pensione complementare: bastano 100 euro al mese

Quanto investire nella pensione integrativa?

Tecnicamente si tratta di pensare a un piccolo investimento che non abbia un costo eccessivo, parliamo di circa 100 euro mensili. L’ipotesi ruota sulla possibilità di racimolare circa 63 mila euro da integrare con la reale pensione che si andrebbe a percepire, di cui circa 17 mila euro rappresenta il valore del rendimento stimato.

Resta da considerare, che i pagamenti effettuati per la pensione complementare, sono somme perfettamente deducili dal reddito IRPEF.

Quanto andrebbe versato nel fondo per la pensione complementare?

Per darvi l’ideale del montante della pensione complementare, vi mostriamo un calcolo molto semplice. Ad esempio, versando un importo mensile pari a circa 80 euro moltiplicato per 12 mesi, si racimolano ogni anno 960 euro che vanno a riempire il salvadanaio del fondo pensione. Nell’eventualità, che il reddito IRPEF sia di circa 20 mila euro, resta da considerare che circa 274 euro rientrerebbero sotto forma di deduzioni IRPEF, esclusi i costi del fondo pensione.

Se ho versato una quota per 40 anni in un fondo pensione, quanto avrò come pensione complementare?

Con un pagamento standard rapportato a poco più di 100 euro al mese, un lavoratore tipo, dopo circa 40 anni di regolari versamenti ha accumulato come fondo capitale circa 63 mila euro, di questi circa 17 mila euro risultano come reali rendimenti stimati, che danno una rendita pari a circa 3 mila euro ogni anno. Parliamo una somma in conto pensione complementare pari a circa 250 euro mensili, un supporto alla futura pensione che il lavoratore dovrebbe richiedere raggiunti i requisiti.

Resta da dire, che questo calcolo viene rapportato seguendo solo la linea delle somme che il lavoratore riesce a mettere da parte ogni mese, non includendo tutto quella parte inerente il costo – rendimento. Un aspetto da non sottovalutare, in quanto, non è uguale per tutti i fondi pensione.

Attualmente, esiste una vasta gamma di prodotti destinati ai fondi pensioni immessi nel mercato. Il lavoratore può valutare ampie possibilità, infatti, può preferire i fondi pensioni relativi al proprio contratto o settore lavorativo, in questo caso, si definiscono chiusi. Viceversa, può optare per Piani individuali pensionistici (Pipp), fondi aperti, modelli di assicurazione al fine pensionistico.

Infine, è possibile valutare un investimento nei Pan-european personal pension (Pepp). Si tratta, di prodotti pensionistici studiati per quella fascia che rientra tra: studenti, lavoratori autonomi e dipendenti. Al momento, questa tipologia di fondi a basso costo non risultano disponibili. Probabilmente, questo prodotto potrebbe essere accessibile dal 2019. In linea di massima, dovrebbe essere reperibile presso qualsiasi assicurazione, banca e ovviamente fondi pensione oppure dalle società di gestione.

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Pensione, bastano 100 al mese per uscire prima, ecco come ultima modifica: 2018-10-01T06:25:16+00:00 da Antonella Tortora

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein