Pensione caregiver a 62 anni: le ipotesi di uscita

-
15/02/2020

Quali sono le misure previdenziali che permettono ai caregiver un pensionamento anticipato? Vediamo quali sono e che requisiti richiedono.

Pensione caregiver a 62 anni: le ipotesi di uscita

Per i lavoratori che si prendono cura di un familiare con grave disabilità in base alla legge 104, articolo 3 comma 3, è prevista, da due misure previdenziali, la possibilità di uscita dal mondo del lavoro in maniera anticipata. Entrambe le misure, è bene specificarlo, richiedono precisi requisiti per l’accesso, vediamo quali sono e le possibilità di pensionamento.

Pensione caregiver

Un nostro lettore ci scrive:

Buonasera ad aprile p.v. compio 41 anni di contributi mentre il 2 dicembre 62 anni di età. Ho una 104 per mia madre comma 3 si può diventare caregiver e andare in pensione oppure è un vincolo solo per i precoci.aspetto info grazie

Le misure previdenziali che permetto il pensionamento anticipato ai caregiver, colo che si prendono cura di un familiare con handicap o disabilità, sono l’ape sociale e la quota 41.

Nell’Ape sociale, purtroppo non rientra poichè la misura richiede almeno 63 anni di età e dovrebbe essere in scadenza il prossimo 31 dicembre.

La quota 41, invece, richiede almeno 41 anni di contributi, aver versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età (rientrare, quindi, nella categoria dei lavoratori precoci) e appartenere ad uno dei profili tutelati (lei ci rientrerebbe poichè caregiver). Purtroppo se non ha i 12 mesi versati prima dei 19 anni non può accedere a questa misura.

In ogni caso, non appena compie i 62 anni può accedere al pensionamento con la quota 100 che richiede, appunto, almeno 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi versati. In alternativa può accedere al pensionamento con la pensione anticipata non appena matura i 42 anni e 10 mesi di contributi.

Se non ne ha mai fruito, inoltre, nell’attesa di accedere al pensionamento, potrebbe beneficiare del congedo straordinario retribuito di 2 anni che permette ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per un massimo di 2 anni ricevendo un’indennità pari all’ultima retribuzione base e mantenendo sia il posto di lavoro che la mansione svolta. Il congedo, sia se sceglie quota 100 che la pensione anticipata, potrebbe accompagnarla  fino al pensionamento visto che, in ogni caso, il periodo è coperto interamente da contribuzione figurativa.