Pensione, come si legge l’estratto conto contributivo e come coprire i periodi mancanti

Pensione, come leggere l’estratto contributivo INPS, e come coprire i periodi mancanti con i contributi volontari, tutte le informazioni.

Come capire dall’estratto contributivo INPS quali sono gli anni da considerare. Spesso si crede di avere 3 anni di contributi, invece sono meno di tre. Quest’articolo nasce da una richiesta di un nostro lettore, che ci ha chiesto come considerare gli anni contributi. 

Analizziamo nel dettaglio come leggere l’estratto conto contributivo e quali periodi considerare ai fini pensionistici.

Pensione: come si legge l’estratto conto

pensioneNell’estratto contributivo sono riportati in alto a destra i dati anagrafici dell’interessato, mentre nella tabella ci sono i dati relativi ai versamenti previdenziali. In particolare:

  • Periodo di riferimento;
  • Tipologia di contribuzione (lavoro dipendente, artigiano, commerciante, servizio militare ecc.)
  • Contributi utili (espressi in giorni, settimane o mesi), sia per il raggiungimento del diritto sia per il calcolo della pensione;
  • Retribuzione o Reddito;
  • Azienda (datori di lavoro);
  • Eventuali Note (riportate alla fine dell’estratto).

Nel caso in cui vengano riscontrate delle anomalie, è possibile inoltrare una segnalazione sul sito INPS,  utilizzando la procedura attivabile dal percorso: Servizi online>Servizi per il cittadino > Inserimento codice identificativo PIN > Fascicolo Previdenziale del Cittadino(dal menu a sinistra)> Posizione Assicurativa > Segnalazioni contributive.

Per la pensione bisogna scaricare l’estratto conto certificato

Se il lavoratore è vicino alla pensione, può chiedere l’estratto conto certificativo. Si tratta di un documento analitico della posizione assicurativa, che ha valore certificativo e viene rilasciato dalle sedi INPS su richiesta degli assicurati.

E’ possibile chiedere l’estratto contributivo anche  rivolgersi al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento, secondo la tariffa del proprio gestore telefonico o rivolgersi a un Patronato.

Quali valori considerare per la pensione

Ai fini pensionistici i contributi da considerare sono quelli inseriti nella sezione contributi utili (espressi in giorni, settimane o mesi), sia per il raggiungimento del diritto sia per il calcolo della pensione. E’ questa sommatoria tra tempo e valore che determinano il diritto e l’assegno pensionistico.

Come coprire i periodi contributivi mancanti?

E’ possibile coprire i buchi contributivi con i contributi volontari. Sono versati da molti lavoratori al fine del raggiungimento del requisito contributivo per conseguire la pensione, sia anticipata o di vecchiaia. 

I contributi volontari sono utili per coprire i periodi durante i quali il lavoratore:

  • non svolge alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma (compresa quella parasubordinata);
  • ha chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio;
  • ha un contratto part-time orizzontale o verticale.

Chi può versare i contributi volontari per coprire i buchi contributivi?

Possono chiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari:

  • i lavoratori dipendenti e autonomi purché non iscritti all’INPS o ad altre forme di previdenza;
  • i lavoratori parasubordinati purché non iscritti alla Gestione Separata o ad altre forme di previdenza obbligatoria;
  • i liberi professionisti purché non iscritti all’apposita Cassa di previdenza o ad altre forme di previdenza obbligatoria;
  • i lavoratori dei fondi speciali di previdenza (telefonici, elettrici, personale di volo, ecc.) purché non iscritti ai rispettivi Fondi o ad altra forma di previdenza obbligatoria;
  • i titolari di assegno ordinario di invalidità o di pensione indiretta (ai superstiti o reversibilità).

Contributi volontari: ci sono dei limiti

L’autorizzazione ai versamenti volontari può essere concessa anche se il rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) non è cessato nel caso di:

  • sospensione dal lavoro anche per periodi brevi se sono assimilabili all’interruzione o cessazione del lavoro (come ad esempio l’aspettativa per motivi di famiglia);
  • sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da norme di legge o disposizioni contrattuali successive al 31 dicembre 1996 (congedi per formazione, congedi per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare, ecc.) in alternativa alla possibilità di riscatto come previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 564 del 8 settembre 1996;
  • attività svolta con contratto di lavoro part-time se effettuato a copertura o a integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto;
  • integrazione dei versamenti per attività lavorativa svolta nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate complessive di contribuzione effettiva e figurativa nel corso dell’anno.

I requisiti per richiedere l’autorizzazione del versamento dei  contributi volontari

Per ottenere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari bisogna essere in possesso di almeno 5 anni di contribuzione versata o di almeno 3 anni di contribuzione nei 5 anni precedenti la domanda di autorizzazione.

Il versamento dei contributi volontari per i periodi arretrati (compresi tra la data di decorrenza dell’autorizzazione e il trimestre precedente a quello relativo al primo bollettino MAV prestampato) deve essere eseguito entro il trimestre solare successivo a quello di ricezione del provvedimento di accoglimento della domanda.

Il versamento dei contributi volontari per i periodi correnti (quattro trimestri ogni anno) deve essere effettuato entro il trimestre solare successivo a quello di riferimento. Ad esempio, per coprire il primo trimestre (gennaio-febbraio-marzo) il versamento deve essere effettuato entro il 30 giugno.

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