Pensione con 23, 30 e 40 anni di contributi: le strade percorribili

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11/12/2019

Quali possibilità di pensionamento ci sono per chi ha nell’ordine 23, 30 e 40 anni di contributi? Vediamo le possibilità.

Pensione con 23, 30 e 40 anni di contributi: le strade percorribili

Cerchiamo di rendere il più chiaro possibile il complesso mondo della burocrazia previdenziale. Le misure che attualmente permettono il pensionamento sono oltre la decina e orientarsi tra requisiti anagrafici e contributivi non sempre è facile, tenendo anche conto che ci sono delle misure che impongono anche ulteriori paletti per la quiescenza. Rispondiamo, quindi, ai dubbi dei nostri lettori.

Pensione con 23, 40 e 30 anni di contributi

Alcuni nostri lettori ci hanno scritto:

  1. Buongiorno,ho 54 anni.Ho lavorato dal 1Ottobre 1979 al Giugno1989,in fabbrica.Poi da Luglio 1989 a Agosto 2002,in un altra fabbrica,e da Settembre 2002 a Luglio 2006 sono tornata di nuovo nella prima fabbrica.Dal2006 a oggi nella scuola pubblica.Quando potrò andare in pensione?i miei contributi sono tanti.Grazie.
  2. Salve io ho 23 anni di contributi, ho 61 anni a gennaio, mi hanno detto che avrò ben poco di pensione! Mio marito ha  pensione e reddito per affitti che vanno nel mutuo! Qual’è il limite di reddito da non superare perché io possa avere una pensione? Grazie resto in attesa di una vostra risposta
  3. Chiedo un vostro chiarimento per l’eventuale Ape social :
    Ad Aprile 2020 compio 63 anni e ho 1548 settimane di contributi, quindi mi mancano 12 settimane per avere 30 anni di contributi. Attualmente sono disoccupato da ben 4 anni e non usufruiscono di nessun ammortizzatore sociale, Posso rientrare nell’Ape Social nel 2020, eventualmente versando contributi volontari per le 12 settimane che mi mancano?
        Grazie, porgo cordiali saluti  

Rispondiamo ai nostri lettori

1)Dovrebbe avere (mese più mese meno) all’incirca 40 anni di contributi ed il modo più semplice per accedere al pensionamento è con l’anticipata tradizionale al raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi di contributi maturati. Fra circa 2 anni, quindi, potrebbe avere la decorrenza del prima trattamento pensionistico. Si ricordi che, essendo dipendente della scuola, la sua finestra di uscita è fissata al 1 settembre (presumibilmente del 2021). Le raccomando, quindi, prima del dicembre 2020 (mese entro il quale dovrebbe presentare domanda di cessazione dal servizio) di farsi fare un conteggio esatto dei contributi in suo possesso e di una previsione di quelli che riuscirà ad accumulare entro il 31 dicembre 2021.

2) La pensione di vecchiaia prescinde dal reddito del coniuge. La sua pensione è garantita dagli anni di contributi che ha versato e la somma che le spetta le sarà corrisposta sia nel caso che suo marito abbia redditi sia che non ne abbia.


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3)Può accedere all’Ape sociale solo se, dopo la fine dell’ultimo rapporto di lavoro, ha fruito dell’indennità di disoccupazione spettante. Prima di procedere al pagamento delle 12 settimane di contributi volontari, quindi, le consiglio, tramite un patronato, di verificare il diritto all’Ape sociale.  Se il diritto sussiste può richiedere all’INPS l’autorizzazione dei versamenti volontari per le 12 settimane mancanti (in caso contrario non ne vale la pena).