Pensione con 38 anni di contributi si, con 41 anni no: l’ingiustizia della quota 100

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27/10/2018

La quota 100 è ingiusta verso i lavoratori precoci che hanno pochi anni e molti contributi: si attende la quota 41 per tutti.

Pensione con 38 anni di contributi si, con 41 anni no: l’ingiustizia della quota 100

Buongiorno a fine di quest’anno ho maturato 41,4 mesi e ho 56 anni,iniziato a lavorare che non avevo neanche 15 anni nel lontano 1977,sono un lavoratore non precoce,avendo però fatto carpentiere,saldatore,montatore di mobili,autista di mezzi pesanti,e adesso magazziniere e normale che non possa andare in pensione perché ho un contratto metalmeccanico e invece chi ha fatto 38 anni di contributi si ?

Come darle torto? Alla quota 100 si può accedere, secondo i paletti imposti dal governo, con 62 anni di età unitamente a 38 anni di contributi.  Lei per rientrarvi dovrebbe attendere 8 anni e arriverebbe molto prima alla pensione anticipata con 43 anni e 3 mesi di contributi.

Essendo un lavoratore precoce, mi chiedo, non rientra tra le varie mansioni svolte, nei lavori usuranti o nelle mansioni gravose? (Conduttore mezzi pesanti, magazziniere ecc…) Se così fosse potrebbe accedere alla pensione, possedendo tutti i requisiti necessari con la quota 41 dedicata ai lavoratori precoci, con 41 anni di contributi. Se invece non rientra nelle mansioni usuranti o nei lavori gravosi potrà accedere alla pensione soltanto maturando 43 anni e 3 mesi di contributi, ovvero fra poco meno di 2 anni. 

Lo so che è ingiusto, ma il paletto dei 62 anni vieta l’accesso alla quota 100 a moltissime persone nelle sue stesse condizione e proprio per questo motivo il governo sta studiando l’ipotesi della pensione con 41 (0 42 ) anni di contributi per tutti, ipotesi che con tutta probabilità dovrebbe vedere la luce solo nel 2020.


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